Sentenza n. 1717/2026 - Salerno, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Nota regionale di riscontro all’istanza di corretta determinazione e pagamento del voucher per l’accesso ai nidi dell’anno 2024/2025 e atti di determinazione, riparametrazione e liquidazione del contributo in misura inferiore a quella richiesta e ammessa
Esito
Favorevole al resistente (regione)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Le famiglie hanno impugnato la nota regionale del 19 giugno 2026 e gli atti, non conosciuti, con cui il voucher per l’abbattimento della retta degli asili nido per l’anno 2024/2025 sarebbe stato determinato e liquidato in misura inferiore a quella richiesta e ammessa. Dal testo non risultano specificati ulteriori motivi di merito articolati nel ricorso. La controversia riguarda la spettanza e la misura dell’erogazione: il TAR ha rilevato che l’avviso fissava puntualmente requisiti dei destinatari, importi rimborsabili secondo fasce ISEE e criteri di graduazione delle domande, senza lasciare discrezionalità sulla selezione e sull’assegnazione; la riduzione dell’importo era invece ricondotta al mancato rispetto delle condizioni di tracciabilità dei pagamenti.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, individuando nel giudice ordinario il giudice munito di giurisdizione. Ha ritenuto che, una volta ammessi al beneficio secondo criteri predeterminati, i ricorrenti facessero valere un diritto soggettivo alla corretta erogazione e che la riduzione del contributo dipendesse dall’asserito inadempimento delle condizioni di tracciabilità, non da una nuova valutazione discrezionale delle condizioni originarie di ammissione. Il giudizio può essere riproposto davanti al giudice ordinario entro il termine e con gli effetti previsti dall’art. 11, comma 2, c.p.a. Spese compensate.
Norme richiamate
art. 11, comma 2, c.p.a.
la situazione giuridica soggettiva azionata ha la natura di diritto soggettivo, con la conseguenza che il sindacato sull’atto impugnato rientra nella giurisdizione del Giudice ordinario e che il ricorso in trattazione deve essere dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione del Giudice amministrativo, indicandosi quale giudice munito di giurisdizione il Giudice ordinario davanti al quale il processo potrà essere riproposto entro il termine di cui all’art. 11, comma 2, c.p.a. con gli effetti ivi previsti;
Dichiarato il difetto di giurisdizione, il processo può essere riproposto davanti al giudice ordinario entro il termine previsto dalla norma, conservando gli effetti da essa stabiliti.
Massime di principio
- Nelle controversie sui contributi pubblici, la giurisdizione si individua in base alla natura della situazione soggettiva azionata: se, dopo l’ammissione al beneficio, si discute della corretta erogazione secondo condizioni predeterminate, la posizione del beneficiario è di diritto soggettivo e la giurisdizione spetta al giudice ordinario quando la contestazione riguarda l’inadempimento di obblighi o condizioni di pagamento.
- La giurisdizione amministrativa sussiste quando la controversia investe la fase procedimentale discrezionale precedente all’attribuzione del beneficio oppure l’annullamento o la revoca del provvedimento attributivo per vizi di legittimità o per contrasto originario con l’interesse pubblico; non sussiste, invece, per controversie sull’erogazione o sul ritiro fondati sull’inadempimento del beneficiario.
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