Sentenza del 16/03/2020 n. 7261 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Controversia relativa a un atto di contestazione di sanzioni e di maggiori dazi per una importazione del 2011: l'Agenzia delle dogane aveva rettificato al rialzo il valore della merce e aveva contestato la responsabilità anche allo spedizioniere C.T. in quanto rappresentante diretto dell'importatore. C.T. impugnava sostenendo, in sintesi, che nella rappresentanza diretta la responsabilità doganale primaria compete all'importatore e che lo spedizioniere non può essere ritenuto solidalmente responsabile per la falsità dei documenti forniti dall'importatore se non fosse consapevole (o non dovesse esserlo) della falsità; denunciava inoltre violazione del contraddittorio.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto i primi due motivi di ricorso, cassando la sentenza della Commissione tributaria regionale e decidendo nel merito in favore dell'originario ricorrente (C.T.). La Corte ha enunciato il principio secondo cui lo spedizioniere che agisce come rappresentante diretto non è obbligato in solido al pagamento dei dazi derivanti da rettifica dell'accertamento quando si sia limitato a depositare la dichiarazione predisposta dall'importatore e i documenti da questi forniti. La responsabilità solidale del rappresentante diretto sussiste solo se l'Amministrazione dimostra che lo spedizioniere ha concretamente contribuito alla formazione della dichiarazione fornendo dati o documenti dei quali conosceva o avrebbe dovuto conoscere l'irregolarità, incompletezza o non veridicità, ovvero se lo spedizioniere ha partecipato all'introduzione irregolare o alla sottrazione al controllo doganale nelle ipotesi previste dagli artt. 202-203 CDC. Le spese sono compensate.
Norme richiamate
Regolamento (CEE) n. 2913/1992 (Codice doganale comunitario - CDC)
art. 5 (comma 2 e comma 4), artt. 38 ss., art. 201 (p.3), artt. 202-205, art. 64 p.6
La Corte distingue la responsabilità legata alla dichiarazione (art. 201 CDC) da quella derivante da introduzione irregolare o sottrazione al controllo (artt. 202-203 CDC). Il debitore doganale è il dichiarante; il rappresentante diretto normalmente rimane estraneo alla obbligazione derivante da una dichiarazione errata salvo che abbia fornito dati o documenti sapendo o dovendo sapere della loro erroneità. Mancanza di prova dei poteri di rappresentanza può far presumere rappresentanza indiretta (art.5).
L. 25 luglio 2000, n. 213
La norma stabilisce che lo spedizioniere risponde solidalmente nei confronti del tributo se era o avrebbe dovuto ragionevolmente essere a conoscenza dell'erroneità dei dati o dell'inidoneità dei documenti. La Corte la interpreta in correlazione con l'art.201 CDC: la responsabilità solidale sussiste solo se lo spedizioniere ha concretamente contribuito alla dichiarazione fornendo dati/documenti errati e conoscendone o dovendone conoscere l'irregolarità.
TULD (Testo unico delle dogane)
art. 40; art. 41 abrogato dalla L. 8 maggio 1998, n. 146 (art. 28)
La dichiarazione può essere resa personalmente dall'importatore o tramite rappresentante diretto o indiretto (art.40). L'art.41 TULD che prevedeva una responsabilità sussidiaria dello spedizioniere è stata abrogata e ritenuta incompatibile con il CDC.
D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472
art. 11 e art. 10 (citati nel ricorso)
Richiamati in tema di responsabilità e di onere della prova: la Corte ricorda che la prova della responsabilità solidale grava sull'Amministrazione e può essere fornita anche con presunzioni (art. 2729 c.c. invocato).
L. 27 luglio 2000, n. 212
Richiamata in relazione alla questione del contraddittorio con lo spedizioniere; la Corte però ha risolto la controversia sui primi due motivi e ha assorbito gli altri, senza accogliere le altre doglianze.
Massime di principio
- Lo spedizioniere che agisce come rappresentante diretto non è automaticamente solidalmente responsabile per i dazi risultanti da una rettifica della dichiarazione se si è limitato a depositare la dichiarazione e i documenti forniti dall'importatore.
- La responsabilità solidale del rappresentante diretto sussiste solo se l'Amministrazione dimostra che lo spedizioniere ha concretamente contribuito alla formazione della dichiarazione fornendo dati o documenti dei quali conosceva o avrebbe dovuto conoscere l'irregolarità, l'incompletezza o la falsità.
- Se l'obbligazione doganale deriva da fatti diversi dalla dichiarazione regolarmente presentata (introduzione irregolare, sottrazione al controllo, ecc.), possono applicarsi gli artt. 202-203 CDC e la responsabilità può coinvolgere chi ha partecipato all'operazione sapendo o dovendo sapere dell'irregolarità.
- L'onere della prova della responsabilità dello spedizioniere è a carico dell'Amministrazione doganale e può essere assolto anche mediante elementi presuntivi, purché idonei.
- Norme nazionali che imponevano una responsabilità sussidiaria automatica dello spedizioniere sono state abrogate o devono essere interpretate alla luce del diritto dell'Unione; pertanto non si può estendere la responsabilità oltre i limiti stabiliti dal CDC.
- In casi analoghi, verificare sempre se la dichiarazione sia stata regolarmente presentata: se sì, la verifica della posizione dello spedizioniere deve concentrare l'accertamento sul suo concreto apporto nella formazione della dichiarazione e sulla conoscenza dell'irregolarità.
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