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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22079/2023 del 22/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del GIP del 17/06/2022 che aveva dichiarato nulla la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal P.M. nei confronti di Adani per presunta violazione dell'art. 415‑bis c.p.p., ritenendo violato l'obbligo del pubblico ministero di procedere all'interrogatorio rituale richiesto dall'indagata; il P.M. deduceva l'abnormità del provvedimento poiché l'istanza di interrogatorio era stata trasmessa telematicamente ma risultava illeggibile, e riguardo alle modalità di deposito contestava la corretta interpretazione dell'art. 24 D.L. 137/2020 (canale esclusivo telematico e divieto di trasmissione via PEC secondo il comma sesto), sostenendo quindi che non ricorresse la nullità dichiarata dal GIP

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del P.M. ritenendolo fondato. Ha ritenuto che la nullità dichiarata dal GIP fosse errata: l'istanza trasmessa in PDF era illeggibile e quindi il pubblico ministero non era stato posto nelle condizioni di espletare l'atto richiesto, per cui la nullità non sussisteva. Ha inoltre qualificato come abnorme l'ordinanza che dispone la restituzione degli atti al P.M., in quanto determina un'indebita regressione del procedimento e impedisce il prosieguo secondo la corretta scansione temporale. Per tali ragioni la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e disposto la trasmissione degli atti al tribunale di Bergamo, sezione G.I.P., per il prosieguo del procedimento

Norme richiamate

  • art. 415‑bis cod. proc. pen.

    La norma disciplina la citazione diretta a giudizio e contiene la previsione dell'interrogatorio richiesto dall'indagato; la Corte ha ritenuto che la presunta violazione di tale obbligo non comportava automaticamente la nullità del provvedimento ove la richiesta di interrogatorio non fosse eseguibile per cause tecniche (es. documento telematico illeggibile)

  • art. 24 D.L. 137/2020

    comma sesto: esclusione dell'invio tramite PEC per determinate istanze (come dedotto nel ricorso)

    La norma regola i canali di deposito telematico; la questione rilevata riguarda la correttezza del canale di trasmissione. Tuttavia la Corte ha valutato che il problema decisivo fosse l'illeggibilità del documento trasmesso, con conseguente impossibilità di espletare l'atto, e non l'automatica dichiarazione di nullità per modalità di trasmissione

  • Giurisprudenza: Sez. 6, n. 8369 del 31/01/2007 (Rv. 235906 - 01)

    Principio consolidato secondo cui è ricorribile per cassazione l'ordinanza che dichiari la nullità del decreto di citazione diretta a giudizio e ordini la restituzione degli atti al P.M. se ciò determina un'indebita regressione del procedimento (abnormità)

Massime di principio

  • L'illeggibilità o l'imperfezione tecnica di un documento telematico non determina automaticamente la nullità dell'atto sostanziale: il giudice deve valutare se l'irregolarità abbia realmente impedito l'esercizio dell'atto richiesto e, se possibile, consentire rimedi o integrazioni
  • La dichiarazione di nullità che comporti restituzione degli atti con conseguente regressione del procedimento può essere qualificata come abnorme ed è impugnabile in Cassazione
  • Le regole sui canali telematici (es. D.L. 137/2020) vanno interpretate tenendo conto dell'effettiva possibilità di esecuzione degli atti: problemi tecnici al sistema possono richiedere soluzioni operative (autorizzazioni per depositi analogici o istruzioni di segreteria), anziché sanzioni drastiche
  • Nei casi di conflitto tra forma telematica obbligatoria e malfunzionamenti tecnici, la responsabilità di garantire la prosecuzione del procedimento può gravare sulla segreteria o sull'ufficio procedente, che dovrebbe permettere l'acquisizione dell'istanza in forma idonea
  • Prima di dichiarare la nullità per omissione dell'interrogatorio richiesto dall'indagato, il giudice deve valutare la sussistenza di reali pregiudizi procedurali e l'effettiva impossibilità di disporre l'interrogatorio nei termini previsti

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