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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45092/2023 del 08/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Balducci, nella qualità di curatore del fallimento Puntoshop Petali s.p.a., aveva fatto versare da vari debitori somme dovute alla procedura fallimentare su un conto corrente a lui personale e se ne era appropriato. Era stato accusato di più capi di peculato (art. 314 c.p.), unificati in continuazione. La difesa ha dedotto che i fatti configurerebbero il più lieve reato di truffa aggravata (per aver indotto i debitori a versare su conto personale con artifici o raggiri) e ha altresì contestato il diniego della prevalenza delle attenuanti generiche sulle aggravanti e la determinazione della pena per la continuazione (sia interna che esterna).

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha confermato la qualificazione dei fatti come peculato, ritenendo provata l'appropriazione di somme che erano nella disponibilità qualificata del curatore per ragione dell'ufficio. Ha ritenuto fondata la valutazione dei giudici di merito circa la gravità e la serialità delle condotte, che giustificavano l'equivalenza delle attenuanti con le aggravanti e l'aumento della pena in continuazione. Il ricorrente è stato quindi confermato responsabile, condannato alla pena fissata nei gradi precedenti (con l'aumento per continuazione) e condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di 3.000 euro alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 314 cod. pen. (peculato)

    La Corte ha interpretato che il peculato si realizza quando l'agente si appropria di somme che erano nella sua disponibilità per ragione dell'ufficio o del servizio; il curatore fallimentare ha obblighi di custodia e involontaria disponibilità delle somme della procedura, perciò l'appropriazione integra il delitto di peculato.

  • art. 61 n. 7 cod. pen. (circostanza aggravante)

    La norma è richiamata come aggravante contestata; i giudici hanno valutato le aggravanti in relazione alla gravità e serialità delle condotte e hanno ritenuto le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti.

  • art. 81 cod. pen. (limite del triplo nella continuazione)

    art. 81, primo comma, cod. pen.

    La Corte ha ritenuto che l'aumento complessivo della pena per la continuazione era fissato in misura tale da non superare il limite del triplo previsto dall'art. 81 c.p., perciò legittimo.

  • art. 230 legge fallimentare (omessa consegna o deposito)

    La sentenza richiama la distinzione giurisprudenziale tra peculato e l'ipotesi di omessa consegna/deposito prevista dall'art. 230 l.fall., confermando che, nel caso del curatore, l'appropriazione rientra nella fattispecie del peculato quando le somme sono nella disponibilità derivante dall'incarico.

  • truffa aggravata ex art. 61 e n. 95 cod. pen. (richiamata dalla difesa)

    truffa aggravata ex art. 61 e n. 95 cod. pen.

    La Corte ha rigettato la qualificazione come truffa: per la truffa è necessario che l'agente non avesse la disponibilità e se la procurasse con artifici o raggiri; qui, invece, le somme erano già nella disponibilità qualificata del curatore per ragione dell'ufficio.

Massime di principio

  • Se chi ricopre un incarico pubblico o di curatore fallimentare riceve somme per ragione dell'ufficio e poi se ne appropria, il reato più adeguato è il peculato piuttosto che la truffa, perché rileva la disponibilità qualificata derivante dall'ufficio.
  • La truffa aggravata richiede che il reo non possieda la disponibilità dei beni e che se la procuri fraudolentemente mediante artifici o raggiri; l'elemento soggettivo e le modalità di acquisizione del possesso distinguono le due fattispecie.
  • Le valutazioni sulla gravità, serialità e profitto illecito sono valutazioni di merito degli organi giudicanti e difficilmente sindacabili in sede di legittimità, salvo errori di diritto o vizi motivazionali evidenti.
  • L'applicazione o l'equivalenza delle attenuanti generiche rispetto alle aggravanti dipende dall'apprezzamento complessivo della condotta e delle sue ripercussioni; comportamenti seriali e con ingenti profitti ostano al riconoscimento della prevalenza delle attenuanti.
  • Nel calcolo della pena per continuazione, il parametro del triplo previsto dall'art. 81 c.p. è un limite da rispettare; aumenti che non superano tale limite sono in linea di principio legittimi.
  • Per il curatore fallimentare è fondamentale rispettare obblighi di custodia e di gestione separata delle somme della procedura: ogni deviazione che porti al trasferimento su conti personali e all'uso privato può configurare peculato.

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