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Sentenza

Sentenza n. 6645/2026 - Roma, Sezione 3B

per l'ottemperanza della sentenza n. -OMISSIS-del Tribunale Civile di Roma di parziale riforma della sentenza n. -OMISSIS- del Giudice di Pace di Cassino;

Giustizia amministrativa202513525

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III bisSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione di una sentenza del Tribunale civile di Roma, confermativa della condanna risarcitoria e delle spese a carico dell'amministrazione

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (creditore del giudicato)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso per ottemperanza deducendo l'inadempimento dell'amministrazione rispetto a una sentenza del Tribunale civile di Roma, passata in giudicato, che aveva confermato una condanna risarcitoria in favore del minore interessato e posto a carico del Ministero il pagamento delle spese del giudizio di primo grado e di appello. La sentenza di primo grado del giudice ordinario aveva liquidato il risarcimento in euro 3.000, oltre interessi legali, nonché le spese di lite e il rimborso del contributo unificato. L'amministrazione, pur costituitasi, non ha fornito chiarimenti o prova dell'avvenuta esecuzione del giudicato.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso per ottemperanza. Ha ritenuto che, a fronte dell'allegato inadempimento, spettasse all'amministrazione dimostrare la corretta esecuzione del titolo, ma che tale prova non fosse stata fornita. Il giudice ha affermato che il diritto riconosciuto dalla sentenza passata in giudicato e i relativi presupposti non possono essere rimessi in discussione nel giudizio di ottemperanza. Ha quindi ordinato al Ministero di dare esecuzione al giudicato entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza. Per l'eventuale ulteriore inerzia, ha nominato commissario ad acta, senza compenso, il direttore generale dell'amministrazione competente, con facoltà di delega, assegnandogli un ulteriore termine di 60 giorni decorrente dalla scadenza del termine concesso all'amministrazione e previa richiesta del ricorrente. L'amministrazione è stata inoltre condannata al pagamento di euro 800, oltre accessori di legge, a titolo di spese del giudizio, nonché al rimborso del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Disciplina il giudizio di ottemperanza, nel quale il giudice può ordinare all'amministrazione di eseguire il giudicato e nominare, in caso di inerzia, un commissario ad acta.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per disporre l'oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente alla normativa nazionale sulla privacy, a fondamento dell'oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza a una sentenza passata in giudicato, l'amministrazione deve dimostrare l'avvenuta corretta esecuzione del titolo quando il creditore deduca l'inadempimento; in mancanza di chiarimenti o prova, la domanda di ottemperanza deve essere accolta.
  • Nel giudizio di ottemperanza non possono essere rimessi in discussione i presupposti e il contenuto del diritto già riconosciuto dal giudicato, dovendosi assicurare esclusivamente l'attuazione della statuizione vincolante.
  • Il giudice dell'ottemperanza può fissare un termine per l'adempimento e nominare preventivamente un commissario ad acta, senza compenso, per il caso di inutile decorso del termine assegnato all'amministrazione.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaOnere della prova e principio dispositivoEffetto conformativo e riedizione del potere

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