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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18886/2022 del 12/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del GIP dell'8/10/2021 che aveva convalidato il provvedimento del Questore di Roma del 29/09/2021 (DASPO con divieto di accesso agli impianti sportivi e obbligo di presentazione). Il ricorso lamentava la violazione del termine delle 48 ore per l'esercizio del diritto di difesa, poiché la convalida del GIP risultava pronunciata senza indicazione dell'orario e dunque senza rispetto del termine decorrente dalla notifica (notifica del provvedimento del Questore avvenuta il 6/10/2021 alle ore 13:20).

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata per violazione del termine di 48 ore previsto dalla normativa per la comunicazione e la convalida dei provvedimenti provvisori di pubblica sicurezza. Ha altresì dichiarato la cessazione dell'efficacia del provvedimento del Questore del 29/09/2021 limitatamente all'obbligo di presentazione. Il dispositivo è stato disposto perché la convalida del GIP non ha rispettato il termine temporale necessario a garantire il pieno diritto di difesa.

Norme richiamate

  • Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 6

    Il DASPO è qualificato come misura di prevenzione che incide sulla libertà personale: in casi di necessità l'autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori che devono essere comunicati entro 48 ore all'autorità giudiziaria; se questa non li convalida nelle successive 48 ore i provvedimenti si intendono revocati.

  • Corte costituzionale, sentenza n. 512 del 2002

    Conferma che la misura di prevenzione rientra tra le restrizioni della libertà personale e richiede la garanzia della convalida giudiziaria e il rispetto delle procedure e dei termini previsti dalla legge.

  • Sezioni Unite, sentenza Labbia n. 44273 del 27/10/2004

    Stabilisce i criteri interpretativi relativi al diritto di difesa nel procedimento di convalida, richiedendo che il destinatario abbia piena e preventiva conoscenza dei diritti difensivi e tempo sufficiente per esercitarli.

  • Cassazione, Sez. 3, sent. n. 20366 del 02/12/2020 (Pedretti)

    Affermato che l'ordinanza di convalida del DASPO che non rispetti il termine delle 48 ore è affetta da violazione di legge.

  • Cassazione, Sez. 3, sent. n. 15089 del 27/01/2016 (D'Urso)

    Principio per cui, se il vizio riguarda la procedura di convalida, l'ordinanza deve essere annullata senza rinvio; ciò giustifica la cessazione dell'efficacia del provvedimento impugnato per gli aspetti interessati dal vizio.

Massime di principio

  • Le misure provvisorie di pubblica sicurezza (es. DASPO) adottate dal Questore devono essere comunicate al giudice entro 48 ore e il giudice ha ulteriori 48 ore per la convalida; il mancato rispetto di questi termini compromette la validità del provvedimento.
  • La convalida giudiziaria deve indicare con precisione il momento temporale rilevante (data e ora) in modo da rispettare i termini decadenziali e garantire il pieno esercizio del diritto di difesa.
  • L'inosservanza del termine di 48 ore è un vizio procedurale grave che può comportare l'annullamento senza rinvio dell'ordinanza di convalida e la cessazione dell'efficacia, quantomeno per le misure più invasive come l'obbligo di presentazione.
  • In casi simili, il difensore deve verificare e contestare formalmente la tempestività della comunicazione e della convalida, chiedendo che venga riportato l'orario per dimostrare la violazione temporale se presente.
  • La giurisprudenza consolidata tutela il diritto di difesa prevedendo che il destinatario e il suo legale abbiano pieno intervallo temporale per depositare memorie e svolgere le difese; la violazione di tale garanzia è decisiva ai fini dell'annullamento.

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