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Sentenza

Sentenza n. 5727/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza) n. 15140/2024, resa tra le parti, sul ricorso per l’ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza del T.a.r. per il Lazio, n.13974/2022 pubblicata il 28.10.2022.

Giustizia amministrativa202406639

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: decreto del commissario ad acta di quantificazione delle somme dovute in esecuzione del giudicato risarcitorio

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (creditori risarcitori)

Prevale il privato

La controversia

Gli appellanti hanno proposto reclamo contro il decreto del commissario ad acta nominato per dare esecuzione al giudicato formatosi sulla sentenza del TAR Lazio n. 13974/2022. Il commissario, sulla base dei conteggi dell'Ente Strumentale alla Croce Rossa Italiana in liquidazione coatta amministrativa, aveva considerato lo stipendio tabellare, l'Indennità Integrativa Speciale, l'indennità di ente e il TFR, escludendo l'indennità di rischio, le indennità o maggiorazioni pomeridiane, notturne e festive, nonché il valore delle contribuzioni previdenziali obbligatorie. I reclamanti hanno sostenuto che dovessero essere incluse tutte le voci indicate dal consulente di parte o, quantomeno, le contribuzioni previdenziali obbligatorie, comprese quelle relative alla liquidazione e al fondo pensionistico, con interessi e rivalutazione, oltre agli assegni familiari spettanti a tre ricorrenti.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha accolto parzialmente il reclamo. Ha ritenuto legittima l'esclusione delle voci retributive ulteriori rispetto allo stipendio tabellare, comprese le indennità collegate a specifiche modalità di svolgimento del servizio, poiché nel risarcimento da ritardata assunzione la retribuzione costituisce soltanto un parametro di quantificazione del danno e tali emolumenti presuppongono l'effettivo svolgimento della prestazione lavorativa, che non vi è stato. Ha invece ritenuto fondata la censura relativa al mancato inserimento delle contribuzioni previdenziali obbligatorie, espressamente previste dalla sentenza ottemperanda e direttamente connesse allo stipendio tabellare. Il commissario dovrà quindi rideterminare le somme dovute aggiungendo tali importi, non contestati dall'ente, con rivalutazione monetaria e interessi. Le spese della fase sono state integralmente compensate per la reciproca soccombenza.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, il commissario ad acta deve attenersi puntualmente ai criteri di quantificazione stabiliti dal giudicato e includere le poste espressamente previste dalla sentenza ottemperanda.
  • Nel risarcimento del danno da ritardata assunzione, la retribuzione costituisce un parametro per la quantificazione del danno e non equivale alla ricostruzione integrale della carriera economica del dipendente.
  • Le indennità retributive correlate allo svolgimento effettivo dell'attività lavorativa o a specifiche modalità di prestazione non sono dovute, in assenza della prestazione, se il giudicato riconosce il risarcimento parametrato agli emolumenti che sarebbero spettati.
  • Le contribuzioni previdenziali obbligatorie espressamente contemplate dal giudicato e direttamente connesse allo stipendio tabellare devono essere incluse nella quantificazione del risarcimento da ritardata assunzione, con applicazione di interessi e rivalutazione monetaria.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaTrattamento economico e previdenzialeDanno da provvedimento illegittimo
RamiProcesso amministrativoPubblico impiego e concorsiResponsabilità della pubblica amministrazione
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potereRisarcimento del danno da attività amministrativa

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