Cassazione Penale, Sentenza n. 26439/2022 del 08/07/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione articolato in tre motivi: 1) violazione di legge e vizio di motivazione rispetto al mancato riconoscimento dell'attenuante di cui all'art. 62, n.6 c.p. per presunta tardività del risarcimento del danno; 2) violazione di legge e difetto di motivazione sul mancato riconoscimento della stessa attenuante in relazione alla presunta parzialità del risarcimento e alla presunta rilevanza dell'accordo tra le parti; 3) violazione di legge per la ritenuta sussistenza dell'aggravante dell'uso di un mezzo fraudolento (art. 625 n.2 c.p.) e per l'affermazione che tale aggravante non sia assorbita dalla simulazione della qualità di incaricato di pubblico servizio (art. 625 n.5 c.p.). Il fatto di reato era un furto consumato nell'abitazione della persona offesa, con simulazione di controllo comunale e distrazione finalizzata alla sottrazione di denaro e beni.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto inammissibili, per difetto di specificità, i primi due motivi relativi al mancato riconoscimento dell'attenuante per risarcimento integrale: pur osservando che la censura sulla tardività del pagamento non è condivisibile nei termini indicati dalla ricorrente (distinzione tra decreto di fissazione dell'udienza e ordinanza di ammissione del rito abbreviato), il giudice di legittimità ha escluso che il ricorso confutasse specificamente l'appunto della Corte territoriale circa la non integralità del risarcimento (versamento di 8.000 euro rispetto a 10.000 denunciati e nessun adempimento per il danno morale). Il terzo motivo è stato ritenuto manifesto e infondato: la Corte ha confermato che la simulazione della qualità di incaricato di pubblico servizio e l'ulteriore condotta fraudolenta finalizzata a distrarre la vittima integrano entrambe le aggravanti, non assorbendosi l'una nell'altra. Conseguentemente la ricorrente è stata anche condannata al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 a favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 624-bis c.p.
Norma richiamata nell'imputazione (reato contestato parte dell'insieme di reati riferiti alla sottrazione di beni); dal testo non emerge una specifica interpretazione giurisprudenziale della norma oltre al fatto che il reato è stato confermato in sede di merito
art. 625 c.p., n.2
Aggravante per avere usato un mezzo fraudolento: la Corte ha interpretato la norma come applicabile quando, nel corso del furto, l'aggressore si avvale di condotte caratterizzate da insidiosità, astuzia e scaltrezza (es. distrazione, espedienti per individuare i luoghi di custodia e sottrarre i beni), idonee a sorprendere la vittima
art. 625 c.p., n.5
Aggravante per la simulazione della qualità di incaricato di pubblico servizio: la Corte ha ritenuto che la simulazione dell'incarico per accedere all'abitazione e creare falsa fiducia costituisce autonomo elemento aggravante e può coesistere con l'aggravante del mezzo fraudolento
art. 62, comma 1, n.6 c.p.
Circostanza attenuante per il risarcimento integrale del danno: la Corte di Cassazione conferma che il risarcimento deve essere integrale, comprensivo di tutti gli effetti dannosi, e che la valutazione della corrispondenza tra transazione e danno spetta al giudice, che può anche disattendere dichiarazioni di soddisfazione della parte lesa se non risultano adeguatamente comprovate
art. 61 n.5 c.p.
Norma richiamata (aggravante) nella decisione di merito ed esclusa dalla Corte d'appello nella parziale riforma; dal testo non emerge ulteriore interpretazione di dettaglio
art. 597 c.p.p.
Richiamato nel ricorso in relazione al rito abbreviato: la Cassazione, richiamando la giurisprudenza, precisa che il decreto che fissa l'udienza per il rito abbreviato ha funzione di controllo formale dell'istanza, mentre l'effettiva ammissione avviene con ordinanza resa in udienza dopo il contraddittorio
Massime di principio
- Per ottenere l'attenuante del risarcimento integrale (art. 62, n.6 c.p.) è necessario dimostrare l'integralità del ristoro di tutti gli effetti dannosi; un versamento parziale non soddisfa il requisito e il giudice può non ritenere sufficiente la sola dichiarazione di soddisfazione della parte offesa
- La tempestività del risarcimento va valutata tenendo conto che il decreto di fissazione dell'udienza per il rito abbreviato ha natura formale; l'ammissione definitiva del rito avviene con l'ordinanza in udienza dopo il contraddittorio, pertanto il momento utile per valutare 'tardività' può coincidere con l'effettiva ammissione
- Le censure in cassazione devono essere specifiche e confutare direttamente gli argomenti di fatto e di diritto posti dal giudice di merito; l'assenza di specificità rende il motivo inammissibile
- Nel reato di furto la simulazione della qualità di incaricato di pubblico servizio e l'uso di ulteriori mezzi fraudolenti (distrazioni, espedienti per individuare la custodia dei beni, ecc.) possono costituire aggravanti autonome e non necessariamente assorbibili l'una nell'altra
- Se si fa affidamento su un accordo transattivo o su un risarcimento per ottenere attenuanti, è prudente depositare copia dell'accordo agli atti e documentazione che dimostri la congruità e l'integralità del ristoro
- Il rischio di condanna alle spese e a sanzioni pecuniarie processuali (es. Cassa delle ammende) è concreto quando il ricorso è dichiarato inammissibile e la ricorrente è ritenuta in colpa; valutare la fondatezza e la specificità delle censure prima di proporre ricorso
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