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Sentenza

Sentenza n. 15374/2026 - Roma, Sezione 1B

per l'annullamento: - del verbale di accertamento di inottemperanza dell'11.5.2023, concernente le opere di cui all’ordinanza di demolizione n. -OMISSIS- del 28.10.2019; - di ogni altro atto presupposto, conseguente e collegato;

Giustizia amministrativa202309942

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: verbale dell'11 maggio 2023 di accertamento dell'inottemperanza all'ordinanza di demolizione n. 69/2019

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il proprietario ha impugnato il verbale comunale che attestava la mancata demolizione delle opere abusive oggetto dell'ordinanza del 28 ottobre 2019. Con il primo motivo ha dedotto violazione degli artt. 3 e 97 Cost. e del d.P.R. 380/2001, difetto di istruttoria e violazione della trasparenza, lamentando che il Comune non avesse considerato la SCIA del 15 maggio 2020 per pergotende e pergolato e sostenendo che, ove non condivisa, la SCIA avrebbe dovuto essere annullata in autotutela; ha inoltre prospettato l'illegittimità derivata del verbale per l'insufficiente istruttoria dell'ordinanza di demolizione quanto alla determinazione dell'area da acquisire. Con il secondo motivo ha dedotto violazione degli artt. 32, comma 27, del d.l. 269/2003, 32 e 33 della legge 47/1985 e carenza istruttoria, assumendo che il verbale fosse affetto dai vizi del diniego della terza domanda di condono. Il Comune ha eccepito l'inammissibilità per la natura non provvedimentale del verbale e, in subordine, l'improcedibilità poiché l'immobile era stato integralmente distrutto da un incendio; anche il ricorrente, in udienza, ha chiesto l'improcedibilità per tale sopravvenienza. Il ricorrente aveva inoltre presentato una comunicazione di inizio lavori per demolire le opere dopo la notifica del verbale.

La decisione

Il TAR ha respinto l'istanza comunale di riunione, poiché i giudizi relativi al diniego di condono e all'ordinanza di demolizione erano già stati decisi. Ha dichiarato inammissibile il ricorso perché il verbale impugnato si limitava a documentare la mancata demolizione e costituiva un atto endoprocedimentale, privo di efficacia esterna e di autonoma lesività; non conteneva una determinazione finale di acquisizione né gli adempimenti attuativi dell'art. 31, comma 5, d.P.R. 380/2001. Il verbale di constatazione non coincide con il formale accertamento dell'inottemperanza adottato dall'organo competente, necessario ai fini dell'acquisizione. La natura non impugnabile dell'atto ha precluso l'esame dei motivi sul merito e dei vizi derivati dal diniego di condono e dall'ordine di demolizione. Il TAR ha dichiarato assorbita ogni ulteriore considerazione sulla prospettata improcedibilità per distruzione dell'immobile a seguito dell'incendio. Spese compensate.

Norme richiamate

  • art. 31, comma 4, d.P.R. 380/2001

    In particolare, ai sensi dell'art. 31 comma 4, d.P.R. n. 380 del 2001, il titolo per l'immissione in possesso del bene e per la trascrizione nei RR.II. è sì costituito dall'accertamento dell'inottemperanza all'ingiunzione a demolire un manufatto abusivo; ma come tale deve intendersi non il mero verbale di constatazione di inadempienza, atteso il ricordato suo carattere endoprocedimentale, ma solo il formale accertamento compiuto dall'organo dell'ente dotato della relativa potestà provvedimentale.

    Ai fini dell'immissione in possesso e della trascrizione, l'accertamento rilevante non è il mero verbale di constatazione dell'inadempienza, ma il formale accertamento adottato dall'organo comunale titolare della potestà provvedimentale.

  • art. 31, comma 5, d.P.R. 380/2001

    La giurisprudenza è unanime nell’affermare l’impugnabilità del verbale di accertamento dell’ordine di demolizione esclusivamente nei casi in cui si adottato dal dirigente e/o responsabile dell’Area e, conseguentemente, rechi anche la contestuale disposizione circa la trascrizione presso l’Agenzia del territorio e gli altri adempimenti atti a dare attuazione all’art. 31, comma 5, d.P.R. 2001, n. 380 ai fini dell’acquisizione al patrimonio comunale (C.g.a.r.s., sez. giurisd., 2 ottobre 2025, n. 732).

    Il verbale è autonomamente impugnabile quando sia adottato dal dirigente o responsabile competente e contenga anche la disposizione di trascrizione e gli adempimenti destinati a dare attuazione all'acquisizione al patrimonio comunale; un verbale meramente ricognitivo non soddisfa tali condizioni.

Massime di principio

  • Il verbale che si limita a constatare l'inottemperanza a un ordine di demolizione è un atto endoprocedimentale, privo di autonoma lesività e, di regola, non impugnabile; la contestazione può riguardare la successiva determinazione finale che produce effetti esterni.
  • Il verbale di accertamento dell'inottemperanza può essere autonomamente impugnato quando sia adottato dall'organo comunale competente all'esercizio della potestà provvedimentale e contenga la determinazione relativa alla trascrizione e gli adempimenti attuativi dell'acquisizione al patrimonio comunale.
  • Il mero verbale di constatazione dell'inadempienza non costituisce il formale accertamento richiesto ai fini dell'immissione in possesso e della trascrizione del bene.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioni
RamiEdilizia
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrere

Testo integrale

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