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Sentenza

Tribunale, Sentenza T-482/16

Sentenza del Tribunale (Seconda Sezione) del 13 dicembre 2017 (Per estratto). — Oscar Orlando Arango Jaramillo e a. contro Banca europea per gli investimenti. — Funzione pubblica – Personale della BEI – Termine di ricorso – Termine ragionevole – Pensioni – Riforma del 2008 – Natura contrattuale del rapporto di lavoro – Proporzionalità – Obbligo di motivazione – Certezza del diritto – Responsabilità – Danno morale. — Causa T-482/16 RENV

Giurisprudenza europea62016TJ0482

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La pronuncia riguarda una controversia del personale BEI sulla riforma pensionistica del 2008 e sulla ricevibilità di un ricorso di annullamento proposto contro i fogli paga di febbraio 2010. Il Tribunale conferma che, per gli agenti BEI, non vale un termine fisso di decadenza di tre mesi, ma un criterio di termine ragionevole da valutare caso per caso. Nel caso concreto, il ricorso è stato considerato ricevibile nonostante il lieve superamento del termine di riferimento; nondimeno, il ricorso è stato poi respinto nel merito con condanna alle spese.

Ricevibilità di un ricorso di annullamento proposto da agenti BEI oltre tre mesi: applicazione del criterio del "termine ragionevole" e non di un termine di decadenza fisso

La questione giuridica

Se, nelle controversie tra la BEI e i suoi agenti, il ricorso di annullamento debba essere dichiarato irricevibile per tardività quando sia stato proposto dopo il periodo di tre mesi e dieci giorni preso a riferimento dalla giurisprudenza, oppure se occorra valutare tutte le circostanze del caso per stabilire se il ricorso sia stato introdotto entro un "termine ragionevole"; conseguentemente, se nel caso concreto un ricorso proposto tre mesi e undici giorni dopo la conoscenza dell’atto potesse ancora considerarsi tempestivo.

Principio di diritto

Nelle controversie tra la BEI e i suoi agenti non esiste un termine di decadenza fisso di tre mesi, neppure per analogia con l’articolo 91, paragrafo 3, dello Statuto dei funzionari: il ricorso è ricevibile se, alla luce di tutte le circostanze del caso, è stato proposto entro un termine ragionevole, da valutarsi in concreto in funzione della rilevanza della controversia, della sua complessità e del comportamento delle parti. Nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto ragionevole un ricorso presentato tre mesi e undici giorni dopo la data di conoscenza dell’atto, poiché il lieve superamento del termine di riferimento non pregiudicava la certezza del diritto né il diritto a una tutela giurisdizionale effettiva; tuttavia, all’esito dell’esame di merito, il ricorso è stato respinto.

Norme richiamate

  • Articolo 270 TFUE
  • Articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea
  • Articolo 91, paragrafo 3, dello Statuto dei funzionari dell’Unione europea
  • Articolo 41 del regolamento del personale della BEI
  • Regolamento (UE, Euratom) 2016/1192
  • Articolo 62 ter dello Statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea

Termini di ricorso nelle controversie tra BEI e agenti

La sentenza, resa dal Tribunale in sede di riesame e rinvio, riguarda il personale della BEI che contestava l’aumento dei contributi al regime pensionistico risultante dai fogli paga di febbraio 2010. Il nodo centrale è la ricevibilità del ricorso introdotto ex articolo 270 TFUE, alla luce dell’assenza di una disciplina espressa sui termini di impugnazione per gli agenti BEI.

Fatti e iter processuale

I ricorrenti avevano impugnato le decisioni implicite della BEI contenute nei fogli paga di febbraio 2010 e avevano chiesto anche il risarcimento simbolico del danno morale. Il Tribunale della funzione pubblica aveva inizialmente dichiarato il ricorso irricevibile per tardività, ritenendo scaduto il termine il 25 maggio 2010 e considerando tardivo l’invio per via elettronica pervenuto il 26 maggio 2010 alle ore 00:00.

Successivamente la controversia ha dato luogo a una complessa sequenza procedurale: impugnazione, riesame da parte della Corte e rinvio al Tribunale. La Corte, nella sentenza di riesame, aveva già censurato l’interpretazione automatica del termine di tre mesi, rilevando il pregiudizio alla coerenza del diritto dell’Unione e al diritto a un ricorso effettivo garantito dall’articolo 47 della Carta.

Quadro normativo e giurisprudenziale rilevante

Il Tribunale richiama come fonti e parametri interpretativi:

  • l’articolo 270 TFUE, base della controversia sul rapporto di lavoro nel settore pubblico dell’Unione;
  • l’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali, quale parametro di tutela giurisdizionale effettiva;
  • l’articolo 91, paragrafo 3, dello Statuto dei funzionari, utilizzato solo come termine di raffronto e non come regola direttamente applicabile;
  • l’articolo 41 del regolamento del personale della BEI, che attribuisce la competenza al giudice dell’Unione ma non fissa un termine di ricorso.

La Corte e il Tribunale richiamano inoltre la giurisprudenza precedente, in particolare De Nicola/BEI e D/BEI, che ammette il riferimento analogico al termine di tre mesi, ma non come termine di decadenza automatico per le controversie BEI-personale.

Ragionamento sulla ricevibilità

Il Tribunale ribadisce che il criterio corretto non è la rigidità di un termine fisso, bensì la valutazione concreta del "termine ragionevole" in funzione di:

  • rilevanza della controversia per l’interessato;
  • complessità del caso;
  • comportamento delle parti.

Nel caso di specie, la controversia era particolarmente rilevante perché investiva non solo i diritti individuali dei ricorrenti, ma anche il principio e le modalità della riforma del regime pensionistico BEI, con possibili conseguenze sul finanziamento e sul funzionamento del sistema. Inoltre, la causa presentava una complessità non trascurabile.

Quanto al comportamento dei ricorrenti, il Tribunale osserva che essi avevano inviato il ricorso il 25 maggio 2010 alle ore 23:59, con ricezione alla cancelleria il 26 maggio 2010 alle ore 00:00, mostrando l’intenzione di rispettare il termine che essi ritenevano ragionevolmente applicabile. Il superamento del termine di riferimento è stato di un solo giorno, anzi di pochi secondi, e la BEI non ha dimostrato che tale minima eccedenza fosse tale da compromettere la certezza del diritto.

Pertanto il Tribunale conclude che il ricorso deve essere considerato proposto entro un termine ragionevole e dichiara il ricorso ricevibile.

Esito nel merito

Dopo aver riconosciuto la ricevibilità, il Tribunale esamina le conclusioni sostanziali e respinge il ricorso. La sentenza conclude quindi con il rigetto integrale delle domande dei ricorrenti, compresa quella risarcitoria per danno morale.

Dispositivo e spese

Il dispositivo dispone:

  • il rigetto del ricorso;
  • la condanna dei ricorrenti alle spese del presente procedimento;
  • la condanna della BEI alle spese sostenute nelle precedenti fasi F‑34/10, T‑234/11 P e T‑234/11 P RENV‑RX.

Principio affermato

La pronuncia conferma che, per i ricorsi degli agenti BEI contro atti lesivi della banca, il giudice dell’Unione deve verificare in concreto se il ricorso sia stato introdotto entro un termine ragionevole, senza applicare in modo automatico un termine di tre mesi come termine di decadenza. Il termine di tre mesi e dieci giorni resta solo un parametro di riferimento, il cui lieve superamento non basta, di per sé, a rendere il ricorso irricevibile.

Come è indicizzato

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