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Sentenza

Sentenza del 25/05/2017 n. 405 - Comm. Trib. Reg. per la Basilicata

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato la sentenza della CTP di Matera che aveva respinto il ricorso contro l'avviso di accertamento. Ha denunciato la mancata attivazione del contraddittorio preventivo, la violazione degli artt. 2697 c.c., 7 e 48 del D.lgs. 546/1992, l'insufficiente motivazione della sentenza, l'omessa pronuncia su alcune contestazioni, carenze istruttorie dell'Ufficio e l'errata determinazione delle rimanenze finali e dei costi di una società di costruzioni. La controversia riguardava principalmente la valutazione delle rimanenze relative a lavori in corso, sulla base della contabilità societaria, della nota integrativa e della documentazione prodotta.

La decisione

La Commissione tributaria regionale ha rigettato integralmente l'appello. Ha ritenuto garantito il contraddittorio previsto dall'art. 12, comma 7, dello Statuto del contribuente, poiché la società era stata informata della facoltà di presentare osservazioni dopo la verifica e aveva partecipato a due incontri nell'ambito dell'accertamento con adesione. L'eccezione è stata considerata meramente formale e non supportata dalla dimostrazione di allegazioni concrete e rilevanti: la perizia prodotta solo in giudizio era priva di data, asseverazione e stati di avanzamento lavori. La sentenza di primo grado, pur sintetica, è stata ritenuta sufficientemente motivata perché aveva richiamato le norme applicabili e la carenza probatoria della società. È stata inoltre confermata la correttezza della determinazione delle rimanenze da parte dell'Ufficio, fondata sulla contabilità, sulla nota integrativa, sugli atti acquisiti in verifica e sul principio contabile OIC n. 23. La società è stata condannata al pagamento delle spese di giudizio, liquidate in euro 1.500, oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • Art. 12, comma 7, Legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto dei diritti del contribuente)

    L'accertamento non può essere emanato prima della scadenza del termine di sessanta giorni dal rilascio della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni da parte degli organi di controllo.

    La garanzia del contraddittorio è stata ritenuta rispettata poiché la verifica era stata eseguita presso la sede della società, il processo verbale era stato consegnato e la contribuente era stata informata della possibilità di presentare osservazioni e richieste. Non è sufficiente contestare formalmente l'assenza di contraddittorio: occorre indicare e dimostrare quali argomenti concreti e potenzialmente decisivi sarebbero stati sottoposti all'Ufficio.

  • Art. 2697 del Codice civile

    Chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento.

    La società, che contestava la ricostruzione dell'Amministrazione finanziaria, avrebbe dovuto fornire una prova documentale adeguata delle proprie tesi, mediante elementi tecnici quali stati di avanzamento, computi metrici e perizie attendibili.

  • Art. 7 del D.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546

    La norma è stata richiamata nell'ambito delle contestazioni relative ai poteri istruttori e all'onere probatorio nel processo tributario; la Commissione ha ritenuto sufficienti gli elementi documentali prodotti dall'Ufficio.

  • Art. 48 del D.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546

    La disposizione è stata richiamata in relazione al procedimento di conciliazione giudiziale, ma i rinvii disposti per tentare una conciliazione, non andati a buon fine, non hanno inciso sulla validità dell'accertamento.

  • Artt. 60 e 93 del TUIR

    Sono state utilizzate per confermare la correttezza dei criteri applicati dall'Ufficio nella determinazione delle rimanenze e dei valori fiscalmente rilevanti connessi ai lavori in corso.

  • Principio contabile OIC n. 23

    Il principio è stato richiamato per la determinazione del valore delle rimanenze finali e dei lavori in corso su ordinazione. La documentazione contabile e tecnica deve consentire di verificare concretamente il valore attribuito alle opere.

  • Principio di prudenza nella redazione del bilancio

    La prudenza non consente di ridurre arbitrariamente il reddito o di rinviare componenti positivi non ancora realizzati senza adeguata prova. Il principio deve essere applicato secondo criteri contabili verificabili e non può sostituire la documentazione tecnica necessaria.

Massime di principio

  • Quando viene contestata la violazione del contraddittorio endoprocedimentale, non basta allegare che l'Ufficio non abbia adeguatamente interloquito: il contribuente deve indicare quali osservazioni concrete avrebbe presentato e dimostrare che esse avrebbero potuto incidere sull'esito dell'accertamento.
  • La partecipazione a incontri, il deposito di memorie e la possibilità formalmente riconosciuta di presentare osservazioni possono essere considerati sufficienti a garantire il contraddittorio, soprattutto dopo una verifica eseguita presso la sede del contribuente.
  • Le contestazioni tecniche sulla valorizzazione di rimanenze e lavori in corso devono essere sostenute da documentazione verificabile, come stati di avanzamento, computi metrici, contratti, registri contabili e perizie datate e asseverate. Le mere dichiarazioni o una perizia prodotta tardivamente e priva di elementi di riscontro hanno scarso valore probatorio.
  • Nel processo tributario il contribuente che contesta i dati utilizzati dall'Amministrazione deve fornire una prova alternativa concreta e coerente; la semplice critica dell'accertamento non è sufficiente.
  • Una motivazione giudiziale sintetica non è necessariamente nulla, se consente di comprendere le ragioni della decisione, gli elementi probatori valorizzati e il percorso logico seguito dal giudice.
  • Il principio di prudenza contabile non può essere invocato per giustificare una sottovalutazione arbitraria delle rimanenze o una riduzione del reddito: occorre rispettare i criteri contabili applicabili e dimostrare documentalmente la correttezza della valutazione.

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