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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9545/2022 del 21/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso impugnava l'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile l'appello contro la sentenza del Tribunale di Lecce del 13/11/2017 per due ipotesi di reato indicate nell'art. 644 c.p.. Il motivo centrale contestava il calcolo dei termini processuali: la Corte territoriale aveva ritenuto tardivo l'atto di appello ritenendo termine ultimo il 28/03/2018, mentre la difesa osservava che il termine per il deposito della sentenza (90 giorni) scadeva l'11/02/2018, giorno festivo (domenica), e che ai sensi dell'art. 172 c.p.p. tale termine doveva essere prorogato al primo giorno non festivo (12/02/2018), facendo decorrere da tale data il termine di 45 giorni per proporre appello previsto dall'art. 585 c.p.p., con la conseguenza che l'appello risultava tempestivo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte d'Appello di Lecce per il giudizio. In particolare la Cassazione ha affermato che la regola dell'art. 172 c.p.p. si applica anche al termine per il deposito della sentenza e che la proroga per caduta in giorno festivo sposta anche la decorrenza del termine per impugnare, rendendo quindi tempestivo l'atto di appello.

Norme richiamate

  • art. 172 cod. proc. pen.

    La norma sul computo dei termini si applica anche al termine per il deposito della sentenza; se il termine cade in giorno festivo viene prorogato al primo giorno successivo non festivo e ciò posticipa anche la decorrenza del termine per l'impugnazione.

  • art. 585 cod. proc. pen.

    Prevede il termine per proporre appello; la decorrenza di tale termine va calcolata in relazione alla data effettiva di deposito della sentenza, tenendo conto delle proroghe automatiche previste dall'art. 172 c.p.p.

  • art. 644 cod. pen.

    Norma sostanziale indicata come titolo di reato rispetto alla quale è stato proposto l'appello; nella decisione di Cassazione non è stata effettuata una specifica interpretazione sostanziale di questa norma, che resta il capo d'imputazione originario.

Massime di principio

  • Quando si calcolano i termini processuali verificare sempre se il termine finale cade in giorno festivo: in tal caso l'art. 172 c.p.p. proroga il termine al primo giorno lavorativo successivo e ciò può spostare anche la decorrenza dei termini per le impugnazioni.
  • Il termine per proporre appello va calcolato rispetto alla data effettiva di deposito della sentenza (o alla sua proroga automatica), non semplicemente rispetto alla scadenza calendariale originaria se questa cade in giorno festivo.
  • Documentare le date rilevanti (data di emissione della sentenza, termine per il deposito, effettivo deposito e eventuali notifiche) e sollevare tempestivamente in gravame eventuali errori nel computo dei termini.
  • Se l'atto difensivo viene dichiarato tardivo per errore nel calcolo dei termini, è possibile impugnare tale decisione in cassazione sostenendo l'applicazione dell'art. 172 c.p.p.; la Corte di Cassazione può annullare l'ordinanza e rinviare per il giudizio di merito se rileva la tempestività.
  • Verificare anche profili di mancata notifica al difensore: quando la mancata notifica impedisce l'esercizio dell'impugnazione possono essere esperiti rimedi (es. remissione in termini) che vanno tempestivamente documentati e dedotti.

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