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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1281/2023 del 16/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del GIP del 25/03/2022 che non aveva convalidato l'arresto di Chidichimo per il reato di rapina in danno di Naydenova Petya. Il Procuratore contestava che il GIP avesse erroneamente escluso la sussistenza della quasi-flagranza ai sensi dell'art. 382 c.p.p.: dopo la rapina, a circa 40 minuti dall'evento, l'indagato veniva trovato in possesso di due banconote da 50 euro e di sei preservativi corrispondenti alla descrizione fornita dalla vittima; il ricorrente sosteneva che tale ritrovamento integrasse la fattispecie della sorpresa con cose o tracce dalle quali appariva che l'indagato avesse commesso immediatamente prima il reato, requisito omesso di verifica dal GIP

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata. Ha ritenuto legittimo l'arresto operato dalla polizia giudiziaria, in quanto ricorreva la seconda ipotesi di quasi-flagranza (la persona sorpresa con cose o tracce indicative della recente commissione del reato). La decisione del GIP di non convalidare l'arresto è stata annullata perché il requisito della sorpresa con le cose riconducibili al reato era soddisfatto

Norme richiamate

  • articolo 382 cod. proc. pen.

    La norma sulla quasi-flagranza applicata nella seconda fattispecie richiede che l'indiziato sia sorpreso con cose o tracce dalle quali appaia che abbia commesso il reato immediatamente prima; nella specie il possesso degli oggetti sottratti alla vittima è stato ritenuto idoneo a integrare tale requisito

  • Sezioni Unite, sentenza n. 39131 del 2016

    Stabilisce il principio che l'arresto non può fondarsi unicamente sulle informazioni fornite da vittima o terzi se la polizia non ha percepito direttamente le tracce del reato; distingue due ipotesi di quasi-flagranza e richiede la percezione immediata e autonoma degli elementi probatori da parte di chi procede

  • Cassazione, sentenza n. 38404 del 2019

    sentenza n. 38404/2019 (Rv. 277187)

    Precisa che non è necessario che la polizia abbia avuto percezione diretta di tutti i fatti, ma sia sufficiente la percezione degli elementi idonei a far ritenere con altissima probabilità la responsabilità dell'indagato nei limiti temporali dell'immediatezza

Massime di principio

  • La quasi-flagranza può sussistere quando il sospetto è sorpreso con oggetti o tracce che, in rapporto temporale ravvicinato alla commissione del reato, indicano con alta probabilità la sua responsabilità
  • Un arresto non è legittimo se si basa esclusivamente su dichiarazioni di vittime o testimoni senza che chi procede abbia percepito direttamente tracce o cose del reato; è invece legittimo quando gli elementi materiali rinvenuti collegano l'indagato all'evento
  • Il giudice del riesame/GIP deve specificamente valutare il requisito della 'sorpresa' con cose o tracce: l'omessa verifica può essere censurata in Cassazione
  • Se la Corte di legittimità riconosce la legittimità dell'arresto per carenza formale del provvedimento impugnato può annullare senza rinvio quando non ha senso rimandare ad un giudice che darebbe una pronuncia meramente formale
  • In casi analoghi occorre documentare temporalità ravvicinata tra reato e ritrovamento degli oggetti e la corrispondenza materiale tra quanto sottratto e quanto rinvenuto sul sospetto per sostenere la convalida dell'arresto

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