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Sentenza

Sentenza del 30/06/2015 n. 2903 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

ACCERTAMENTO - Operazioni inesistenti - Onere della prova in capo all'Amministrazione finanziaria - Presunzioni gravi, precise e concordanti - Insussistenza di un obbligo per il contribuente di effettuare controlli contabili sui fornitori.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguardava l'onere della prova in materia di operazioni inesistenti. L'Amministrazione finanziaria aveva fondato la contestazione su elementi relativi al fornitore, quali l'assenza di una struttura organizzativa adeguata, la mancata presentazione di dichiarazioni fiscali e l'assenza di documentazione sui rapporti commerciali. Si discuteva inoltre se il contribuente fosse obbligato a svolgere controlli contabili sul fornitore o a richiedere le sue dichiarazioni dei redditi. Il contribuente sosteneva che la merce era stata effettivamente ricevuta e inserita nel ciclo produttivo e che gli elementi riferiti al fornitore non dimostravano la sua consapevole partecipazione a una frode.

La decisione

La contestazione dell'Amministrazione finanziaria non è stata ritenuta sufficientemente dimostrata. L'onere della prova dell'inesistenza dell'operazione grava sull'Amministrazione, che può assolverlo anche mediante presunzioni semplici, ma soltanto se gravi, precise e concordanti. Gli indizi riferiti esclusivamente alle irregolarità o all'inadeguatezza del fornitore non sono sufficienti a dimostrare la partecipazione del contribuente alla frode, soprattutto quando la merce è stata effettivamente consegnata e utilizzata nel ciclo produttivo. Non sussiste, inoltre, un obbligo generalizzato del contribuente di effettuare controlli contabili sul fornitore o di acquisirne le dichiarazioni fiscali.

Norme richiamate

  • Principio dell'onere della prova in materia tributaria

    Quando l'Amministrazione contesta l'inesistenza, apparente o ideologica/materiale, di un'operazione, deve dimostrare i fatti posti a fondamento della pretesa. La prova può essere presuntiva, ma le presunzioni devono essere gravi, precise e concordanti.

  • Presunzioni semplici

    Gli elementi indiziari possono fondare l'accertamento solo se, valutati complessivamente, dimostrano in modo significativo l'inesistenza dell'operazione o la consapevole partecipazione del contribuente alla frode. Le sole irregolarità del fornitore non sono sufficienti.

Massime di principio

  • In caso di contestazione di operazioni inesistenti, l'Amministrazione deve fornire una prova concreta o un quadro presuntivo grave, preciso e concordante; non basta richiamare anomalie fiscali o organizzative del fornitore.
  • La mera irregolarità del fornitore non dimostra automaticamente che il cliente abbia partecipato consapevolmente a una frode fiscale.
  • La prova dell'effettiva consegna della merce e del suo ingresso nel ciclo produttivo costituisce un elemento rilevante a favore del contribuente, pur non essendo necessariamente decisivo da solo.
  • Il contribuente non è normalmente tenuto a svolgere un'indagine contabile approfondita sul fornitore né a procurarsi copie delle sue dichiarazioni fiscali, salvo la presenza di specifici e concreti segnali di anomalia che rendano esigibili ulteriori verifiche.
  • Per contestare efficacemente la detrazione, occorre distinguere tra inesistenza oggettiva dell'operazione, inesistenza soggettiva del fornitore e consapevolezza del contribuente: ciascun profilo deve essere adeguatamente provato.

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