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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26981/2023 del 21/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza con cui il giudice dell'esecuzione ha determinato gli aumenti di pena per continuazione tra reati giudicati con sentenze diverse. Il ricorrente contestava che il giudice non avesse scorporato tutte le condotte comprese nel capo 48), che includeva plurime cessioni di stupefacente, richiedendo dunque ulteriore frazionamento degli aumenti; inoltre denunciava l'irragionevole mantenimento degli aumenti già operati per i reati indicati nel titolo B) e una eccessiva sproporzione sanzionatoria.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. Ha richiamato il principio per cui il giudice dell'esecuzione deve scorporare i reati riuniti in continuazione, individuare il più grave e poi applicare aumenti per i reati satellite; ma ha precisato che tale principio non autorizza il giudice dell'esecuzione a rimettere in discussione le valutazioni sulla identità o pluralità dei reati già compiute in sede di cognizione, le quali sono vincolanti per l'esecuzione. Nel caso concreto i fatti del capo 48) erano stati definiti in cognizione come un reato unitario e già assoggettati a un unico aumento ai sensi dell'art. 81, comma secondo, cod. pen., perciò il giudice dell'esecuzione non poteva ulteriormente scorporarli. Quanto ai reati del titolo B), la questione era preclusa dal giudicato interno essendo già stata decisa in precedenti impugnazioni. Il ricorrente è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 671 cod. proc. pen.

    norma procedurale che consente al giudice dell'esecuzione di procedere al riconoscimento della continuazione e alla rideterminazione del trattamento sanzionatorio tra reati giudicati separatamente

  • art. 81, comma secondo, cod. pen.

    prevede l'aumento della pena in caso di reati in continuazione; nella pratica applicativa è usato per computare l'aumento unico o distinti aumenti in relazione ai reati considerati unitari o satellite

  • art. 627, comma 3, cod. proc. pen.

    stato del principio di diritto nel processo: la decisione di legittimità sul punto è vincolante nel giudizio di esecuzione

  • art. 74 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    riguarda il reato di traffico illecito di sostanze stupefacenti; nel caso è stato individuato quale reato piu grave su cui calcolare il nuovo trattamento sanzionatorio

  • Giurisprudenza citata: sez. 5, n. 12788 del 24/01/2023 (Bifone)

    principio secondo cui il giudice dell'esecuzione è vincolato alle valutazioni sulla identità o pluralità dei reati già compiute in sede di cognizione e non può riesaminare questioni già decise in modo irrevocabile

Massime di principio

  • Il giudice dell'esecuzione deve, in via generale, scorporare i reati riuniti in continuazione, individuare il piu grave e poi applicare gli aumenti ai reati satellite, ma non può rimettere in discussione le valutazioni di cognizione vincolanti e già irrevocabili.
  • Se in sede di cognizione più condotte sono state valutate e giudicate come un unico reato e tale decisione è divenuta irrevocabile, il giudice dell'esecuzione non può successivamente frazionare quelle condotte per applicare aumenti separati.
  • Le questioni già decise con effetto di giudicato interno sono precluse nel giudizio di esecuzione: chi contesta la qualificazione o l'unicità di determinate condotte deve agire tempestivamente nella fase di cognizione o con i rimedi esperibili prima che la decisione diventi irrevocabile.
  • In caso di percepita sproporzione sanzionatoria derivante da aumenti cumulativi, il rimedio non passa necessariamente per il giudice dell'esecuzione quando tale cumulazione si fonda su valutazioni di cognizione ormai vincolanti; occorre verificare se quelle valutazioni siano state effettivamente impugnate e risultino definitive.
  • Per chi impugna decisioni di determinazione della pena per continuazione, è fondamentale documentare e dimostrare che le singole condotte sono state erroneamente considerate unitariamente in cognizione o che esistono vizi di irrevocabilità che consentono la revisione in esecuzione.

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