Cassazione Penale, Sentenza n. 7331/2023 del 21/02/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso avverso l'ordinanza del Tribunale di Lecce che ha respinto l'istanza ex art. 309 c.p.p. e confermato l'ordinanza del GIP del 18/06/2022 che disponeva la custodia cautelare in carcere nei confronti di De Fazio per il reato di partecipazione ad associazione di tipo mafioso (art. 416-bis c.p.) e numerosi reati fine (estorsioni aggravate dal metodo mafioso, rapina, ricettazioni, furti). La difesa deduceva insufficienza e vizio di motivazione in ordine al giudizio di gravità indiziaria, sostenendo che le intercettazioni non dimostrerebbero la partecipazione all'associazione mafiosa e che il ruolo dell'indagato sarebbe marginale (occasionale autista o epigono), contestando specifici episodi estorsivi e la mancanza di motivazione per molte contestazioni elencate.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che il tribunale del riesame avesse adeguatamente motivato la sussistenza della gravità indiziaria, richiamando e riassumendo gli elementi ritenuti significativi (particolarmente intercettazioni da cui emergono riferimenti a compensi mensili, appartenenza alla "Sacra corona Unita" e compiti di guardiania) e ha escluso la possibilità, nel giudizio di legittimità, di una rivalutazione in fatto delle prove già esaminate. Per i reati non analizzati dettagliatamente nel provvedimento impugnato la Corte ha ritenuto sufficiente il richiamo per relationem all'ordinanza del GIP, atteso che la difesa non aveva svolto censure specifiche efficaci. Conseguentemente il provvedimento cautelare è stato confermato e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali; inoltre sono stati disposti gli adempimenti di cancelleria previsti dall'art. 94, comma 1-ter disp. att. c.p.p.
Norme richiamate
art. 309 cod. proc. pen.
Norma che disciplina l'istanza di revoca o modificazione delle misure cautelari personali: il riesame valuta la gravità indiziaria e l'adeguatezza della misura; in sede di legittimità è consentito verificare solo la correttezza e la completezza della motivazione del giudice di merito, non riesaminare i fatti.
art. 416-bis cod. pen.
Definizione del reato di associazione di tipo mafioso: la sentenza ritiene che le intercettazioni e altri elementi indiziari costituiscano indizi sufficienti a fondare la gravità indiziaria circa la partecipazione del ricorrente al sodalizio.
art. 94 comma 1-ter disp. att. c.p.p.
Norma procedurale relativa agli adempimenti di cancelleria dopo la decisione; richiamata per l'esecuzione formale del provvedimento.
Massime di principio
- Nel giudizio di riesame/impugnazione di misure cautelari la Corte di legittimità controlla l'adeguatezza e la congruenza della motivazione, ma non può rinnovare la valutazione probatoria sostituendosi al giudice di merito.
- Le intercettazioni che evidenziano rapporti organizzativi, percezione di utili o ruoli di guardiania possono essere ritenute elementi forti di gravità indiziaria per la partecipazione a un'associazione di tipo mafioso.
- Se la difesa non formula censure specifiche e circostanziate per singoli reati, il richiamo per relationem alla motivazione del GIP può essere considerato sufficiente a confermare i reati non esaminati dettagliatamente dal tribunale del riesame.
- Contestare la valutazione probatoria richiedendo una diversa interpretazione delle stesse intercettazioni ha limitata efficacia in sede di legittimità: è necessario indicare errori logici, omissioni o travisamenti concreti e non solo proporre una diversa lettura plausibile.
- Per impugnazioni efficaci contro misure cautelari è utile che la difesa presenti elementi nuovi o deduzioni specifiche e documentate su singoli episodi, nonché evidenzi carenze obiettive nella motivazione del giudice di merito.
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