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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23519/2026 del 25/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente ha impugnato l'ordinanza che aveva rigettato la richiesta di revoca dell'ordine di demolizione contenuto nella sentenza n. 4510/2017 (basamento di circa mq 225), divenuta irrevocabile il 02/02/2018. Il motivo unico dedotto in cassazione contestava la mancata valutazione da parte del Giudice dell'esecuzione di elementi probatori rilevanti posti dalla difesa: in particolare una perizia di parte (corredata da compendio fotografico) che, nel corso di un procedimento penale distinto, avrebbe accertato che le macerie presenti provenivano da demolizione e attestato l'esistenza di due distinti basamenti realizzati in tempi diversi, circostanza che, secondo la ricorrente, avrebbe inciso sulla legittimità dell'ordine di demolizione impugnato. La ricorrente lamentava il mancato esame logico-critico della ricostruzione dei fatti e del contenuto delle prove da parte del Tribunale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il motivo di ricorso inammissibile. Ha rilevato che la ricorrente non si è confrontata con le argomentazioni espresse nell'ordinanza impugnata né ha illustrato compiutamente il contenuto o la decisività della consulenza di parte rispetto alle ragioni dell'ordinanza: la semplice allegazione dell'esistenza di una perizia e di un compendio fotografico non è sufficiente se non viene dimostrato in che modo quei documenti contrastino le ragioni del giudice dell'esecuzione. Per tali ragioni il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende. Decisione depositata il 13/05/2026.

Massime di principio

  • In sede di impugnazione per cassazione contro un provvedimento del giudice dell'esecuzione è necessario confrontarsi esplicitamente con le argomentazioni del provvedimento impugnato: non è sufficiente riproporre fatti o documenti senza spiegare come essi contraddicono o rendono viziata la decisione impugnata.
  • La mera allegazione di una perizia di parte non equivale alla sua valutazione: il ricorrente deve descrivere compiutamente il contenuto probatorio della perizia e dimostrare la sua decisività rispetto alle ragioni del giudice, indicando in concreto i profili di contrasto.
  • Un accertamento favorevole in sede penale (anche se relativo a fatti analoghi) non determina automaticamente la revoca di un ordine di demolizione in sede di esecuzione civile; occorre chiarire i nessi tra i diversi procedimenti e dimostrare l'effettiva rilevanza e pregiudizialità dell'accertamento penale rispetto al provvedimento esecutivo.
  • Per ottenere la riconsiderazione di un ordine di demolizione conviene far emergere tempestivamente in sede di esecuzione tutti gli elementi probatori e, se possibile, ricondurre la perizia di parte a questioni giuridiche rilevanti e specifiche (es. identificazione dell'opera oggetto dell'ordine, cronologia delle opere, natura dei materiali), documentando in modo dettagliato le ragioni per cui la demolizione sarebbe ingiusta o non dovuta.
  • In cassazione l'inammissibilità può derivare da difetti di motivazione del ricorso stesso (assenza di confronto con il provvedimento impugnato, mancata precisazione della violazione di legge o del vizio di motivazione): curare la struttura argomentativa del ricorso è fondamentale.

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