Cassazione Penale, Sentenza n. 34505/2025 del 23/10/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Greco è stato condannato per il reato di cui all'art. 374-bis c.p. per aver predisposto/fatto predisporre un contratto di lavoro falso (anche con firma contraffatta di Ezio Gaetano Barale) volto a consentire a Mbaye Diop di ottenere autorizzazione a lasciare il domicilio durante la detenzione domiciliare. In cassazione il ricorrente deduceva: (i) errata applicazione di 374-bis perché la condotta sarebbe stata falso materiale e non falsità ideologica; (ii) carenza di motivazione sul dolo e travisamento della prova in relazione alla data del contratto; (iii) errata applicazione di art. 131-bis c.p. (tenuità del fatto); (iv) carenza di motivazione sul calcolo delle attenuanti/gli aumenti per continuazione; (v) errata applicazione degli artt. 53 e ss. L. n. 689/91 in relazione alla sostituzione della pena.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha confermato la condanna inflitta in sede di merito. Ha ritenuto infondato il motivo che sole falsità ideologiche rientrerebbero nella fattispecie di 374-bis: la norma tutela la funzione probatoria dell'atto destinato all'autorità giudiziaria e rileva l'inveridicità dei contenuti e l'idoneità del documento a svolgere funzione probatoria, perciò la presenza di falsità materiale (es. firma contraffatta) non esclude la configurabilità del reato. I motivi relativi al dolo, alla tenuità e al trattamento sanzionatorio sono stati considerati generici o infondati: la Corte d'appello ha valutato le dichiarazioni, le testimonianze e la pericolosità dell'imputato come idonee a escludere la tenuità e a giustificare il rigetto della sostituzione della pena. È stato richiamato il nuovo criterio interpretativo dell'art. 53 L. n. 689/91 (come modificato dal D.lgs. n.150/2022) che impone di considerare la pena aumentata ai sensi dell'art. 81 c.p. ai fini dell'accesso alle pene sostitutive. La sentenza impugnata è quindi confermata; pena complessiva: quattro anni e quattro mesi di reclusione; il ricorrente è condannato alle spese e a una sanzione pecuniaria di euro 3.000 a favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 374-bis cod. pen.
La norma tutela la funzione probatoria dell'atto destinato all'autorità giudiziaria; rileva l'inveridicità dei contenuti e l'idoneità del documento a svolgere funzione probatoria. La presenza di falsità materiale non esclude la fattispecie quando il contenuto è falso e il documento è destinato all'autorità giudiziaria.
art. 131-bis cod. pen.
Il giudizio di tenuità richiede una valutazione complessiva delle modalità della condotta e dell'esiguità del danno o del pericolo; la Corte ha ritenuto che, per le modalità del fatto e la pericolosità dell'imputato, la tenuità non era configurabile.
art. 53 L. n. 689/91 (come modificato)
"Ai fini della determinazione dei limiti di pena detentiva, entro i quali possono essere applicate pene sostitutive, si tiene conto della pena aumentata ai sensi dell'art.81 cod. pen."
La nuova formulazione impone di considerare la pena finale comprensiva degli aumenti previsti dall'art. 81 c.p. (es. continuazione) per stabilire l'idoneità alla sostituzione della pena; ciò può escludere l'applicabilità delle pene sostitutive anche se la pena base sarebbe nei limiti.
art. 81 cod. pen.
Prevede l'aumento della pena per continuazione; la Corte ha tenuto conto dell'aumento ai fini del calcolo della pena finale e dell'accesso alle pene sostitutive, conformemente alla riforma normativa richiamata.
art. 59 L. n. 689/81
Stabilisce condizioni e prescrizioni per le pene sostitutive e la prognosi di affidabilità; la Corte ha ritenuto che, per la personalità dell'imputato e i precedenti, non fosse possibile formulare una prognosi favorevole per l'adempimento delle prescrizioni.
Massime di principio
- La fattispecie di cui all'art. 374-bis c.p. tutela la funzione probatoria dell'atto destinato all'autorità giudiziaria: conta l'inveridicità del contenuto e la destinazione all'autorità, non la sola distinzione tra falso materiale e falso ideologico; la falsità materiale non esclude la fattispecie se il documento è idoneo a influenzare provvedimenti giudiziari.
- Per impugnare con successo la ricostruzione del dolo occorre un confronto specifico e motivato con gli elementi di prova indicati dai giudici di merito; deduzioni generiche o non adeguatamente fondate sulla documentazione non sono sufficienti in cassazione.
- L'istituto della tenuità (art. 131-bis) richiede una valutazione complessiva e comparata delle modalità, del danno/pericolo e della personalità del reo; condotte che mettono concretamente a rischio il funzionamento della giustizia o mostrano elevata pericolosità personale difficilmente rientrano nella tenuità.
- Ai fini dell'accesso alle pene sostitutive si considera la pena finale inclusiva degli aumenti applicati ai sensi dell'art. 81 c.p.; pertanto aumenti per continuazione possono precludere l'applicazione delle pene sostitutive anche quando la pena base sarebbe nei limiti.
- Per ottenere la sostituzione della pena è necessario non solo rispettare i limiti quantitativi normativi ma anche dimostrare una prognosi favorevole rispetto all'adempimento delle prescrizioni (art. 59 L. 689/81); precedenti gravi e reiterazione di reati possono legittimamente determinare il diniego.
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