Cassazione Penale, Sentenza n. 30842/2024 del 29/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugnava la conferma della condanna per il reato di cui all'art. 624 c.p., deducendo: 1) la mancata procedibilità per intervenuta remissione della querela da parte della persona offesa (Rossi Graziano); 2) carenza di motivazione ed errata qualificazione giuridica del fatto ex art. 624 c.p.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo, dichiarando l'estinzione del reato per intervenuta remissione di querela (atto effettuato da Rossi Graziano il 21/03/2023 presso la Stazione Carabinieri di Arrone). Ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per estinzione del reato e ha disposto che le spese del procedimento siano poste a carico del querelato in applicazione dell'art. 340, comma 4, c.p.p. La Corte ha osservato che l'accettazione della remissione da parte dell'imputato non è necessaria purché non vi sia rifiuto espresso o tacito.
Norme richiamate
d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150, art. 2, comma 1, lett. i)
modifica dell'art. 624 c.p. (novellato testo)
La novella ha previsto che il delitto di furto aggravato sia procedibile a querela della persona offesa salvo le specifiche eccezioni previste dall'art. 625 (es. incapacità della persona offesa o circostanze che impongono procedibilità d'ufficio). Tale modifica ha reso decisiva la remissione della querela per l'estinzione della procedibilità nel caso di specie.
art. 624 cod. pen.
art. 624 c.p., comma 3 (testo novellato)
Il reato di furto aggravato, secondo il testo novellato, è procedibile a querela della persona offesa salvo le fattispecie tassativamente indicate. Ne consegue che la remissione della querela estingue la procedibilità quando le condizioni per la procedibilità d'ufficio non ricorrono.
art. 625 cod. pen. (n. 4, n. 7, n. 7-bis)
art. 625 c.p., numeri 4, 7, 7-bis
Le circostanze aggravanti elencate in art. 625 possono influire sulla procedibilità (alcune determinano procedibilità d'ufficio). Nel caso esaminato la Corte ha escluso l'esistenza di fattispecie che impongano procedibilità d'ufficio.
art. 62 cod. pen. (n. 6)
La motivazione di merito indicava il riconoscimento dell'attenuante di cui all'art. 62 n.6 c.p.; la Cassazione ha però reso irrilevanti gli effetti afflittivi/riqualificatori, essendo intervenuta l'estinzione del reato per remissione della querela.
art. 340, comma 4, cod. proc. pen.
La norma disciplina la condanna alle spese quando la remissione di querela contiene espressa statuizione sulle spese; la Corte ha disposto che le spese siano a carico del querelato in conformità all'atto di remissione.
Giurisprudenza: Cass. Sez. 5, n. 7072 del 12/01/2011 (Castillo)
Cass. Sez. 5, n. 7072/2011
Richiamata per il principio secondo cui la remissione di querela è efficace senza necessità dell'accettazione dell'imputato, purché non sussista un rifiuto espresso o tacito da parte di quest'ultimo.
Massime di principio
- Verificare sempre se il reato è procedibile d'ufficio o a querela: le modifiche normative possono trasformare la procedibilità e rendere determinante la remissione della querela.
- La remissione della querela estingue la procedibilità del reato quando non ricorrono le condizioni che impongono procedibilità d'ufficio (es. incapacità della vittima, fatti su cose esposte alla pubblica fede, circostanze di cui all'art. 625).
- Non è necessaria l'accettazione formale della remissione da parte dell'imputato: è sufficiente che non vi sia un rifiuto espresso o tacito.
- La remissione anche se intervenuta dopo decisioni di merito può essere considerata dalla Cassazione e determinare l'annullamento senza rinvio per estinzione del reato.
- Controllare sempre l'atto di remissione (data, modalità, eventuale indicazione sulle spese) perché può contenere disposizioni sulle spese processuali (art. 340 c.p.p.).
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