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Sentenza

Sentenza n. 3043/2026 - Roma, Sezione 2B

per l’annullamento della determinazione dirigenziale numero repertorio CT/1088/2025 del 16 maggio 2025 e numero protocollo CT/63922/2025 del 16 maggio 2025, emessa dal Comune di Roma e avente a oggetto: “Revoca dell’autorizzazione all’apertura e al funzionamento, chiusura dell'attività della comunità alloggio e applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria, di cui alla L.R. Lazio 41/2003 e ss.mm.ii., denominata "Castello dei nonni" con sede a Roma in via Casteggio 34- 00166 Roma, a nome dell'amministratrice Monica Di Zoppo, per conto di "Il Castello dei nonni s.r.l.s.", con ricettività massima di 10 posti.”

Giustizia amministrativa202513140

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: determinazione dirigenziale di revoca dell'autorizzazione all'apertura e al funzionamento di una comunità alloggio, chiusura dell'attività e applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente aveva impugnato la determinazione dirigenziale con cui Roma Capitale aveva revocato l'autorizzazione all'apertura e al funzionamento della comunità alloggio denominata "Castello dei nonni", disposto la chiusura dell'attività e applicato una sanzione amministrativa pecuniaria ai sensi della normativa regionale laziale. Il testo della sentenza non espone i motivi di illegittimità dedotti, poiché, durante l'udienza fissata per la trattazione dell'istanza cautelare, la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione nel merito.

La decisione

Il TAR ha definito il giudizio con sentenza in forma semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a. e ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. La dichiarazione resa dalla ricorrente all'udienza, prima che la causa fosse trattenuta per la decisione, è stata ritenuta espressiva della piena disponibilità dell'azione e sufficiente a escludere l'interesse alla prosecuzione del giudizio. Il giudice ha precisato di non poter procedere d'ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire. Le spese processuali sono state compensate per giusti motivi.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    sentenza in forma semplificata

    Consente di definire il giudizio con sentenza in forma semplificata, previo avviso alle parti e all'esito della discussione orale, quando ne ricorrono i presupposti.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    improcedibilità del presente gravame per sopravvenuto difetto d’interesse

    Impone la declaratoria di improcedibilità quando, per sopravvenienze o per la dichiarazione della parte, viene meno l'interesse concreto alla decisione della domanda.

Massime di principio

  • La parte ricorrente mantiene la disponibilità dell'azione amministrativa sino a quando la causa è trattenuta per la decisione e può dichiarare di non avere più interesse alla definizione del giudizio.
  • Quando la parte ricorrente dichiara, prima della decisione, il venir meno dell'interesse alla prosecuzione del giudizio, il giudice deve dichiarare l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse e non può procedere d'ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàDecisione e riti speciali
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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