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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 27864/2023 del 03/10/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Controversia sulla proprietà di terreni: Caravati ha chiesto la nullità del rogito del 7.12.2005 con cui Besoli acquistò da Bedin, sostenendo di aver usucapito i terreni e dunque di esserne proprietario esclusivo. Besoli e Bedin hanno proposto domande riconvenzionali di accertamento dell'usucapione a loro favore (in base agli artt. 1158 e 1159 c.c.). In primo grado il Tribunale di Varese aveva accolto la domanda principale del Caravati; la Corte d'Appello di Milano ha riformato ritenendo provata l'usucapione ultraventennale in favore di Bedin e respingendo la domanda di Caravati. In Cassazione il ricorrente ha dedotto vizi di valutazione probatoria, violazioni processuali relative al deposito di documenti (art. 169 c.p.c.), e questioni di eccesso di detto (ultra petita) in relazione alla declaratoria di usucapione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di Caravati. Pur rilevando che la motivazione della Corte d'Appello contiene un'affermazione formalmente discutibile sul non utilizzo di documenti tardivamente ridepositati, la Suprema Corte ha ritenuto tale censura priva di interesse concreto perché la Corte territoriale ha comunque accertato, sulla base del compendio probatorio, il possesso continuato e indisturbato della Bedin a partire dagli anni '60 per oltre venti anni, idoneo a costituire usucapione. La vendita a Besoli nel 2005 non ha interrotto l'effetto dell'usucapione già maturato. Gli ulteriori motivi che miravano a rimodulare la valutazione delle prove sono stati respinti come improcedibili in sede di legittimità (ricognizione del ruolo riservato al giudice di merito). Il ricorso incidentale condizionato è stato assorbito. Condanna del ricorrente alle spese di giudizio di cassazione.

Norme richiamate

  • art. 1158 c.c.

    Regola l'usucapione ordinaria (termine ventennale) e qui è stata applicata per affermare che la Bedin aveva acquisito la proprietà per usucapione in conseguenza del possesso continuato per oltre venti anni.

  • art. 1159 c.c. (terzo comma)

    Richiamato dalle parti come base alternativa per l'accertamento del possesso utile ad usucapire; la Corte ha ritenuto provato il possesso utile ai fini dell'usucapione secondo le modalità evinte dal compendio probatorio.

  • art. 169 c.p.c.

    Norma sul termine per la precisazione delle conclusioni e sul deposito dei fascicoli: il ricorrente deduceva che documenti ritirati e ridepositati tardivamente non avrebbero dovuto essere considerati; la Corte di Cassazione ha rilevato che, anche correggibile quell'affermazione della Corte d'Appello, il risultato non sarebbe mutato in considerazione della dimostrazione del possesso ultraventennale.

  • art. 345 c.p.c.

    Norma sulla valutazione dei nuovi documenti in appello (preclusione): citata dalla parte ricorrente per sostenere la preclusione dei documenti, ma la Corte ha ritenuto irrilevante la censura alla luce della valutazione complessiva delle prove.

  • art. 112 c.p.c.

    Richiamato in relazione al divieto di pronuncia ultra petita: la Corte ha ritenuto che la declaratoria di usucapione non eccedeva la domanda riconvenzionale (che mirava ad accertare l'usucapione alla data del rogito), essendo la statuizione compatibile con la domanda proposta.

  • art. 360 c.p.c. (comma 1, nn. 3,4,5)

    Norme di legittimità che individuano i motivi di ricorso per cassazione invocati (vizi di motivazione, violazione di legge, omesso esame di fatto decisivo): la Corte ha esaminato e respinto tali deduzioni, ritenendo insussistenti gli errori denunciati o inammissibili le richieste di revisione del convincimento del giudice di merito.

  • art. 1144 c.c.

    Riferita dal ricorrente in relazione alla signoria di fatto autorizzata; la Corte ha respinto l'incidenza di tale deduzione sul giudizio di usucapione, non ritenendo che l'autorizzazione contestata invalidasse la valutazione del possesso continuato della Bedin.

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115/2002

    Norma procedurale che impone l'ulteriore versamento del contributo unificato in determinate ipotesi: la Corte dà atto della sussistenza dei presupposti per l'eventuale versamento supplementare da parte del ricorrente.

Massime di principio

  • La Cassazione non riesamina liberamente la valutazione delle prove di fatto: le contestazioni dirette a rimettere in discussione il convincimento del giudice di merito sono inammissibili salvo vizi logico-giuridici evidenti.
  • Per l'usucapione ordinaria conta la prova di possesso pubblico, pacifico, continuo e non interrotto per il termine previsto (venti anni ex art. 1158 c.c.); atti dispositivi successivi (come una vendita) non interrompono l'usucapione se il termine si è già compiuto alla data dell'alienazione.
  • La declaratoria giudiziale dell'intervenuta usucapione corrisponde alla domanda che ne chiede l'accertamento alla data presunta di maturazione; non costituisce ultra petita riconoscere la proprietà piena per usucapione quando la domanda mirava appunto a tale accertamento.
  • L'errore formale nella motivazione processuale (es. affermazioni sul mancato utilizzo di documenti) può essere privo di rilevanza se la statuizione trova fondamento in altre risultanze probatorie decisorie; ciò può rendere la censura priva di interesse concreto.
  • Le eccezioni procedurali relative a depositi tardivi di documenti devono essere valutate nel contesto: se i documenti non sono nuovi o erano prodotti correttamente in primo grado, la preclusione in appello può non pregiudicare il loro utilizzo, ma la regola va sempre valutata caso per caso.
  • In controversie sulla titolarità di immobili, quando sono state svolte attività materiali e manifestazioni di signoria protratte nel tempo (coltivazioni, recinzioni, costruzioni), il giudice può ritenere provato il possesso idoneo ad usucapire anche in assenza di un singolo elemento decisivo univoco.

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