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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9982/2023 del 09/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza di conferma della custodia cautelare in carcere. Contestano la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, denunciando la manifesta illogicità della motivazione: sostengono che le prove siano discordanti e fondate su presunzioni e sulla sola narrazione della persona offesa; propongono una ricostruzione alternativa dei fatti (anche sulla base di riprese di videosorveglianza) che - a loro avviso - escluderebbe la responsabilità per violenza privata e ricondurrebbe diversamente l'evento con lesioni; contestano poi la qualificazione dell'asportazione di parte dell'orecchio come deformazione permanente del viso (art. 583-quinquies) e la sussistenza dell'aggravante del metodo mafioso, ritenendo insufficiente l'elemento costituito dall'appartenenza familiare e dalle frasi attribuite all'indagato.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per essere manifestamente infondati. Ha ritenuto che la difesa avesse proposto una mera ricostruzione alternativa dei fatti, cioè una rivalutazione del compendio probatorio non consentita in sede di legittimità sulle misure cautelari. La Corte ha confermato che la valutazione degli indizi e delle esigenze cautelari è rimessa ai giudici di merito e può essere sindacata in Cassazione solo se sussiste manifesta illogicità della motivazione, non presente nel caso. Ha inoltre ritenuto corretta la qualificazione dello sfregio permanente a carico della vittima (anche con riferimento alla recisione dell'elice) sulla base della giurisprudenza consolidata e ha spiegato che l'aggravante del metodo mafioso può essere rilevata quando il comportamento sia idoneo ad evocare nella vittima una condizione di assoggettamento con i connotati dell'intimidazione legata a un'organizzazione mafiosa, indipendentemente dall'appartenenza formale degli indagati all'associazione. Condanna i ricorrenti alle spese processuali e al versamento di Euro 3.000 alla Cassa delle ammende; dispone gli adempimenti di rito (art. 94 disp. att. cod. proc. pen.).

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.

    Limita il sindacato della Cassazione sulla motivazione nei provvedimenti cautelari: è possibile il controllo per manifesta illogicità ma non la riconsiderazione dei fatti o una diversa valutazione degli elementi di merito.

  • art. 616, cod. proc. pen.

    Consente la condanna alle spese e al pagamento di una somma alla Cassa delle ammende nei casi di ricorso manifestamente infondato; la Corte l'ha applicato per sanzionare i ricorrenti.

  • art. 583-quinquies, cod. pen.

    Norma che punisce la deformazione permanente dell'aspetto della persona mediante lesioni al viso; la Corte ha interpretato, conformemente alla giurisprudenza, che anche la recisione parziale dell'orecchio può integrare lo sfregio permanente se altera in modo irreversibile l'armonia del viso.

  • art. 416-bis, cod. pen. (circostanza aggravante di 'metodo mafioso')

    L'aggravante del 'metodo mafioso' non richiede necessariamente la partecipazione degli autori a un'associazione mafiosa: rileva quando la condotta evocando la contiguità a un'organizzazione sia funzionale a creare nella vittima una condizione di assoggettamento o intimidazione tipica del fenomeno mafioso.

  • art. 610 e art. 61 nn. 1 e 2, cod. pen.

    Norme richiamate nella contestazione delle violenze private aggravate; la Corte ha ritenuto che la valutazione della sussistenza degli elementi sia competenza del giudice di merito, salvo manifesta illogicità della motivazione.

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Limita il motivo in cassazione ai termini consentiti dalle disposizioni sulle impugnazioni; richiamata ai fini dell'inquadramento formale del motivo proposto.

  • art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n. 137 conv. con legge 18/12/2020, n. 176

    Richiamata in relazione alla requisitoria scritta del Procuratore generale depositata in Cassazione; norma procedurale che disciplina taluni adempimenti in Cassazione.

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata per gli adempimenti di trasmissione alla cancelleria dopo la decisione.

  • legge 19 luglio 2019, n. 69

    Riferita come modifica normativa precedente in tema di lesioni e sfregio; la Corte si è richiamata alla disciplina e alla giurisprudenza anteriore e posteriore alla novella per interpretare l'elemento dello sfregio permanente.

Massime di principio

  • La Corte di cassazione, in materia di misure cautelari personali, non può rivedere i fatti o riapprezzare il compendio probatorio: può intervenire solo se il ricorso denuncia una manifesta illogicità della motivazione del provvedimento impugnato.
  • Le impugnazioni contro ordinanze cautelari devono mirare a vizi di legittimità o a palesi contraddizioni logiche nella motivazione; una semplice proposta di ricostruzione alternativa dei fatti è inammissibile in Cassazione.
  • Le lesioni che alterano in modo irreversibile l'armonia del volto possono integrare la fattispecie dello sfregio permanente (art. 583-quinquies), anche quando l'alterazione riguardi porzioni dell'orecchio, secondo il parametro dell'osservatore comune di sensibilità media.
  • L'aggravante del 'metodo mafioso' si valuta sulla base dell'idoneità oggettiva della condotta a evocare intimidazione o assoggettamento tipico di un'organizzazione mafiosa, e non è necessariamente collegata alla formale appartenenza degli autori all'associazione.
  • Ricorsi manifestamente infondati contro provvedimenti cautelari possono comportare sanzioni economiche e condanne al pagamento di somme alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
  • In sede di riesame cautelare e successiva impugnazione, è essenziale segnalare specifici profili di irragionevolezza o omissione motivazionale per evitare l'inammissibilità per mera riconsiderazione delle prove.

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