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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11971/2023 del 21/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 05/11/2021 con cui il Tribunale di Reggio Calabria ha confermato il decreto di sequestro preventivo (12/10/2021) della somma di euro 1.494.500 rinvenuta occultata nell'abitazione del ricorrente. Il ricorrente ha dichiarato di ignorare l'esistenza della somma e deduce violazione degli artt. 321 e 125 c.p.p. e degli artt. 110 e 648 c.p., lamentando carenza del fumus del reato di ricettazione e difetto di motivazione sul periculum in mora

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse: avendo il ricorrente ammesso di non essere il proprietario della somma sequestrata (dichiarando di ignorarne l'esistenza), non ha legittimazione a chiederne la restituzione. Dichiarata inammissibile l'impugnazione e condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali. Inoltre, ritenuta la colpa che ha determinato l'inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende

Norme richiamate

  • D.L. n.137/2020, art. 23 comma 8 (convertito)

    Richiamata la procedura speciale prevista dalla norma per lo svolgimento del procedimento; usata come dato formale per le modalità di trattazione

  • art. 324 c.p.p.

    Individuazione del rito e della competenza per l'impugnazione del provvedimento cautelare davanti al Tribunale; la Corte ha esaminato il ricorso ai sensi di tale titolo procedurale

  • art. 321 c.p.p.

    Richiamato dal ricorrente per censurare la motivazione del provvedimento impugnato; la Corte però non ha affrontato il merito delle censure però ha ritenuto il difetto di interesse ostativo all'esame pieno

  • art. 125 c.p.p.

    Censura relativa alla motivazione e ai presupposti per il sequestro preventivo; anch'essa non esaminata nel merito per inammissibilità del ricorso

  • art. 110 c.p. e art. 648 c.p.

    Richiamati in quanto il ricorrente contestava la sussistenza del fumus del reato di ricettazione (art. 648) e la possibile concorrenza di reati (art. 110); la Corte non è entrata nel merito della qualificazione penale avendo deciso l'inammissibilità per mancanza di interesse

  • art. 616 c.p.p.

    Applicato per la condanna alle spese processuali conseguente alla declaratoria di inammissibilità totale del ricorso

  • Corte Costituzionale, 13 giugno 2000, n.186

    Richiamata quale principio per ritenere la colpa del ricorrente che ha determinato l'inammissibilità e giustificare la sanzione pecuniaria a suo carico

Massime di principio

  • Chi ammette di non essere proprietario di un bene o di una somma sottoposta a sequestro perde interesse a chiedere la restituzione: l'assenza di un diritto soggettivo impedisce l'ammissibilità del ricorso
  • Il Tribunale può dichiarare inammissibile un ricorso per mancanza di interesse senza entrare nel merito delle censure sostanziali (es. fumus rei), quando manca la legittimazione processuale dell'istante
  • Nel contestare misure cautelari patrimoniali è opportuno dimostrare un concreto interesse (proprietà, titolo di disponibilità o altro diritto) altrimenti il ricorso rischia di essere dichiarato inammissibile e soggetto alle spese
  • La proposizione di ricorsi manifestamente privi di interesse può comportare, oltre alle spese processuali, l'applicazione di sanzioni pecuniarie (Cassa delle ammende) se la condotta è ritenuta colposa
  • Le questioni meritorie relative alla sussistenza del reato (es. ricettazione) devono essere sollevate da parte di soggetti che abbiano interesse ad agire: la difesa sulla qualificazione penale non supplisce all'assenza di legittimazione a richiedere la restituzione del bene

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