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Sentenza

Sentenza del 29/04/2016 n. 2545 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

Autotutela - Pubblica Amministrazione - Annullamento - Atti definitivi - Avviso di accertamento - Mancata impugnazione - Interesse generale - Rimozione dell'atto - Impugnazione - Rifiuto illegittimo.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha contestato il rifiuto di annullare in autotutela un avviso di accertamento divenuto definitivo per mancata impugnazione. La controversia riguarda i limiti del sindacato sul diniego: il contribuente non può usare l’impugnazione per riaprire la contestazione sulla fondatezza della pretesa tributaria, ma deve dedurre l’illegittimità del rifiuto e indicare un interesse generale dell’Amministrazione alla rimozione dell’atto.

La decisione

Il principio affermato è che l’Amministrazione può annullare in autotutela anche un avviso di accertamento definitivo, ma la sola deduzione dei vizi dell’atto non basta a ottenere l’intervento. Il diniego è impugnabile esclusivamente per far valere profili di illegittimità propri del rifiuto, non per contestare nuovamente il merito della pretesa tributaria. Il testo fornito non riporta gli estremi della sentenza né l’esito concreto del ricorso, le statuizioni sulle spese o gli eventuali importi.

Massime di principio

  • La definitività dell’avviso per mancata impugnazione non impedisce in assoluto l’autotutela, ma non attribuisce al contribuente un diritto automatico alla rimozione dell’atto.
  • Per sollecitare l’autotutela, non è sufficiente riproporre i vizi dell’accertamento: occorre prospettare un interesse di rilevanza generale dell’Amministrazione alla sua eliminazione.
  • L’impugnazione del diniego ha un oggetto limitato alla legittimità del rifiuto; non consente di riaprire il giudizio sulla fondatezza della pretesa tributaria ormai definitiva.

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