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Sentenza

Sentenza n. 676/2026 - Brescia, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600093

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: aggiudicazione definitiva di un appalto specifico per la fornitura di un sistema di chirurgia robotica e servizi connessi

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (stazione appaltante)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’impresa concorrente ha impugnato l’aggiudicazione definitiva dell’appalto specifico disposta in favore dell’operatore economico controinteressato, nonché gli atti di gara e le valutazioni della commissione giudicatrice. In particolare, ha contestato l’esclusione di un diverso concorrente e la mancata esclusione dell’aggiudicataria per le medesime ragioni, chiedendo l’annullamento dell’aggiudicazione, l’esclusione dell’aggiudicataria, lo scorrimento della graduatoria e la riaggiudicazione della commessa, ovvero, in caso di contratto già stipulato, la declaratoria di inefficacia del contratto e il subentro. L’aggiudicataria ha proposto ricorso incidentale, contestando la mancata esclusione dell’impresa ricorrente principale. Prima della decisione, la ricorrente principale ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione del ricorso, chiedendo la compensazione delle spese.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibile il ricorso principale per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell’art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a., in ragione della dichiarazione depositata dalla ricorrente. Ha dichiarato improcedibile anche il ricorso incidentale, poiché l’interesse alla sua proposizione sorge esclusivamente in dipendenza della domanda principale e viene meno quando quest’ultima diviene improcedibile, ai sensi dell’art. 42, comma 1, c.p.a. Le spese di lite sono state compensate tra le parti, anche nei confronti della società non costituita che non aveva aderito espressamente alla compensazione ma non vi si era opposta.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    sopravvenuta carenza di interesse

    La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione determina l’improcedibilità del ricorso principale.

  • art. 42, comma 1, c.p.a.

    domande il cui interesse sorge in dipendenza della domanda proposta in via principale

    Il ricorso incidentale può contenere soltanto domande il cui interesse dipende dalla domanda principale; pertanto, l’improcedibilità del ricorso principale si riflette sul ricorso incidentale dipendente.

  • art. 120 c.p.a.

    La sentenza è pronunciata nell’ambito del rito speciale relativo alle controversie concernenti le procedure di affidamento di contratti pubblici.

  • artt. 122 e 124, commi 1 e 2, c.p.a.

    Sono richiamati nelle domande originarie relative alla declaratoria di inefficacia del contratto e al risarcimento in forma specifica, ma tali domande non sono state esaminate per la sopravvenuta carenza di interesse.

Massime di principio

  • La dichiarazione della parte ricorrente di sopravvenuta carenza di interesse alla decisione comporta la declaratoria di improcedibilità del ricorso, senza necessità di esaminare i motivi di illegittimità dedotti o le domande consequenziali.
  • Il ricorso incidentale è improcedibile quando l’interesse alla sua decisione sorge esclusivamente in dipendenza del ricorso principale e quest’ultimo è divenuto improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
  • In caso di sopravvenuta carenza di interesse, il giudice non deve pronunciarsi sulla legittimità degli atti di gara né sulle domande di inefficacia del contratto, subentro o risarcimento in forma specifica dipendenti dall’impugnazione principale.

Come è indicizzato

MaterieAggiudicazione, revoca e annullamento della garaRito appalti e sorte del contrattoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiContratti pubbliciProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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