Cassazione Penale, Sentenza n. 49712/2023 del 14/12/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la sentenza di appello deducendo il mancato accertamento della condizione di procedibilità in relazione al reato di truffa: a seguito dell'esclusione delle aggravanti contestate il reato sarebbe divenuto procedibile a querela (ai sensi dell'ultimo comma dell'art. 640 c.p.), pertanto, secondo il ricorrente, doveva essere verificata e dichiarata l'eventuale mancanza di querela della persona offesa.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato. Ha ritenuto che la condizione di procedibilità fosse stata soddisfatta: la vittima, Wilma Furia, aveva presentato in data 8 gennaio 2018 presso la Polizia Postale di Teramo una "denuncia/querela" identificata espressamente come querela, aveva indicato i fatti e gli autori e successivamente in dibattimento aveva ratificato di essere stata vittima del reato. La Corte ha richiamato il principio secondo il quale la volontà di chiedere la punizione del colpevole non richiede formalità particolari e può evincersi dal contenuto sostanziale dell'atto e dal comportamento successivo della persona offesa. Perciò la prosecuzione del procedimento era legittima. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 61 n.7 cod. pen.
È stata discussa come aggravante originariamente contestata al ricorrente; la Corte d'appello ha escluso tale circostanza, influendo sulla qualificazione della fattispecie (da truffa aggravata a truffa semplice).
art. 640 cod. pen.
La Corte ha richiamato la disposizione che rende il delitto procedibile a querela in presenza/assenza di specifiche circostanze aggravanti; dopo l'esclusione di alcune aggravanti, il reato è divenuto procedibile a querela, il che impone di verificare la presenza di una querela valida per procedere.
Massime di principio
- Se l'esclusione di aggravanti modifica la procedibilità del reato (es. da perseguibile d'ufficio a procedibile a querela), il giudice deve accertare se la querela della persona offesa sia stata effettivamente presentata: in mancanza la procedura penale non può proseguire.
- La querela non richiede formalità e la volontà della vittima di perseguire il colpevole può evincersi dal contenuto sostanziale dell'atto e dal comportamento successivo della persona offesa (ad es. denuncia/querela presentata alla polizia giudiziaria, ratifica in dibattimento).
- In sede di legittimità è possibile esaminare dagli atti se la condizione di procedibilità sussista o meno quando la questione attiene alla corretta applicazione della norma di procedibilità.
- Il difensore che deduca la mancata procedibilità deve documentare l'assenza di querela; se dagli atti emerge la querela la censura sarà destinata a essere dichiarata manifestamente infondata.
- Ricorsi infondati o manifestamente inammissibili possono comportare condanne alle spese e sanzioni pecuniarie a carico del ricorrente (es. somma alla Cassa delle ammende).
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