Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14451/2024 del 09/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Silvestri impugna l'ordinanza che aveva confermato la custodia cautelare in carcere per reati riconducibili a turbativa d'asta (capi F3 e F4), associazione per delinquere finalizzata a turbativa d'asta e estorsione (capo F) e concorso esterno in associazione mafiosa per il contributo al clan Di Lauro (capo C). Ha articolato sei motivi: (1) violazioni procedurali e travisamento della prova con riferimento al concorso esterno (capo C), lamentando errata interpretazione delle intercettazioni e il mancato riconoscimento fotografico da parte di un collaboratore; (2) e (3) insufficienza della gravità indiziaria sui reati di turbativa d'asta, sostenendo che l'attività dell'indagato era meramente tecnica/amministrativa in qualità di agente immobiliare; (4) carenza motivazionale circa l'esistenza di una associazione per delinquere (capo F), senza esplicitazione degli elementi distintivi rispetto al concorso nel reato; (5) esclusione dell'aggravante prevista dall'art. 416-bis.1 c.p.; (6) eccessività della custodia in carcere e proponimento di misura meno afflittiva (arresti domiciliari), anche in considerazione della cancellazione dall'albo degli agenti immobiliari.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso nel resto e lo ha accolto parzialmente: ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente al capo di imputazione F) (associazione per delinquere), ritenendo del tutto carente la motivazione circa gli elementi caratterizzanti l'associazione (vincolo stabile, programma criminoso indeterminato, struttura organizzativa autonoma). Gli altri motivi sono stati ritenuti inammissibili o manifestamente infondati (tra cui le doglianze sulle intercettazioni e sulla gravità indiziaria dei capi F3-F4 e C). Su conseguente rinvio al Tribunale di Napoli, il giudice di rinvio dovrà rivalutare le esigenze cautelari e l'adeguatezza della misura rispetto al capo F). La cancelleria deve eseguire gli adempimenti ai sensi dell'art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'impugnazione delle misure cautelari; usata per inquadrare il ricorso al riesame/alla Corte in materia di custodia cautelare

  • art. 125, comma 3 cod. proc. pen.

    Richiesta di motivazione dell'ordinanza; la Corte rileva che il vizio di motivazione deve essere adeguatamente prospettato e che alcune censure erano inammissibili per difetto di corrispondenza tra enunciazione e sviluppo

  • artt. 273, 292 comma 2 lett. c) e c-bis) cod. proc. pen.

    Norme su modalità di prova e produzione documentale; la Corte osserva che alcune di queste previsioni si riferiscono all'ordinanza 'genetica' e non all'ordinanza del riesame, per cui le doglianze risultano inapplicate o mal calibrate

  • art. 110 cod. pen.

    Concorso di persone nel reato: principio invocato per distinguere concorso di persone da associazione per delinquere nella valutazione degli elementi costitutivi

  • art. 416-bis cod. pen.

    Definizione e disciplina del reato di associazione mafiosa e delle sue implicazioni; la Corte richiama i criteri distintivi tra associazione per delinquere e altre forme di cooperazione criminale

  • art. 416-bis.1 cod. pen.

    Aggravante collegata all'uso delle attività economiche/estorsive da parte di associazioni mafiose; la Corte ha ritenuto la censura generica e priva di specifico confronto con la motivazione impugnata

  • art. 353 cod. proc. pen.

    Norma relativa alla valutazione degli elementi probatori (perizia/intercettazioni ecc.); citata tra le norme riferite ai capi F3 e F4 ma contestazioni ritenute inammissibili perché consistenti in diversa valutazione delle prove

  • art. 94 comma 1-ter disp. att. cod. proc. pen.

    Adempimenti della cancelleria in caso di annullamento con rinvio: la Corte dispone che la cancelleria curi gli adempimenti previsti

Massime di principio

  • Per configurare una associazione per delinquere è necessario che la motivazione descriva chiaramente tre elementi: un vincolo associativo stabile/tendenzialmente permanente, l'indeterminatezza del programma criminoso e l'esistenza di una struttura organizzativa, anche minima; la mancanza di questi elementi rende l'ipotesi associativa insostenibile e può portare all'annullamento del provvedimento cautelare limitatamente a quel capo
  • Le censure che enunciano un vizio di diritto ma sviluppano in realtà un'accusa di errata valutazione fattuale o di travisamento probatorio sono spesso inammissibili: occorre coerenza tra la formula del motivo e la sua argomentazione
  • Sul riesame delle misure cautelari l'organo chiamato a decidere non reincontra completamente le prove di merito né rivede liberamente il peso delle intercettazioni: contestazioni sulla valenza probatoria degli elementi indiziari sono difficilmente risolte in questa sede se richiedono un nuovo apprezzamento delle fonti
  • La richiesta di esclusione di aggravanti (es. art. 416-bis.1) deve essere sostenuta con un confronto puntuale e motivato rispetto all'impianto argomentativo dei giudici di merito; affermazioni generiche risultano inefficaci
  • Se una parte delle imputazioni viene annullata, il giudice di rinvio deve riconsiderare le esigenze cautelari nella loro globalità e valutare la proporzionalità della misura (es. possibilità di misure meno afflittive come gli arresti domiciliari), tenendo conto dell'assetto dell'imputazione risultante dopo l'annullamento

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.