Cassazione Penale, Sentenza n. 43786/2024 del 29/11/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza che ha rigettato la richiesta di sostituzione della custodia in carcere con misura meno afflittiva (arresti domiciliari con braccialetto elettronico). Contesta violazione di legge e vizio di motivazione, lamentando mancata uniformità rispetto al trattamento di altro coindagato (Stefano Mario Sciacca), l'assenza di pericolosità sociale ai sensi dell'art. 203 c.p., la mancata valutazione di precedenti attenuanti (pregiudizi risalenti) e la non considerazione della buona osservanza di precedenti misure cautelari.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse ricostruito adeguatamente i gravi indizi e le esigenze cautelari basate su: ruolo e "caratura" criminale del ricorrente (figlio del capo dell'associazione), precedenti specifici e recente arresto in flagranza per reati in materia di stupefacenti con patteggiamento e recidiva, mancanza di stabile occupazione e vicinanza all'area di spaccio. Ha escluso rilievo all'osservanza di misure domiciliari in altro procedimento per la maggiore gravità dei fatti attuali. Ha inoltre ritenuto legittimo il diverso trattamento rispetto al coindagato Sciacca in quanto la posizione processuale è autonoma e valutata sulla base del contributo individuale e della personalità. Per questi motivi il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di euro tremila alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 203 cod. pen.
Riferimento al requisito della pericolosità sociale: il ricorrente sosteneva di non esserne soggetto ma il Tribunale ha valutato elementi (ruolo familiare, precedenti, arresto in flagranza) idonei a dimostrare attualità delle esigenze cautelari.
art. 274 cod. proc. pen.
Principio per cui la valutazione delle esigenze cautelari è individuale; la diversa misura adottata per coindagati è legittima se fondata su differenze nel contributo all'illecito e profili personali.
art. 23, comma 8, d.l. n. 137/2020 convertito in l. n. 176/2020
Previsione della trattazione scritta in Cassazione qualora non sia richiesta la discussione orale; nel caso il giudizio si è svolto per trattazione scritta.
art. 73 d.P.R. n. 309/1990
Norma in materia di stupefacenti: richiamata perché il ricorrente era stato arrestato in flagranza per reati connessi agli stupefacenti, circostanza valutata dal Tribunale quale indice di pericolosità.
art. 616 cod. proc. pen.
Base normativa per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile/generico.
art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.
Norma richiamata per gli adempimenti di cancelleria successivi alla decisione; disposta la trasmissione per gli adempimenti di rito.
Massime di principio
- I ricorsi in materia cautelare devono essere specifici e non genericamente prospettare violazioni: la genericità porta all'inammissibilità.
- La valutazione delle misure cautelari è individuale: coindagati possono ricevere misure diverse in base al contributo al reato e a profili personali (precondanne, ruolo, personalità).
- Pregressa osservanza di misure cautelari in altri procedimenti può avere scarso rilievo se i fatti contestati nell'attuale procedimento sono più gravi.
- Fatti recenti, arresti in flagranza e elementi che indicano assenza di fonti di reddito lecite e vicinanza all'area di spaccio sono considerati indici rilevanti per l'attualità delle esigenze cautelari.
- Chi propone ricorso rischia la condanna alle spese e ad una somma alla Cassa delle ammende se il ricorso è dichiarato inammissibile o generico.
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