Sentenza n. 2084/2026 - Milano, Sezione 5
per l'ottemperanza della sentenza n. 9/2025 emessa dalla sez. Lav. del Tribunale di Pavia in funzione di Giudice del Lavoro.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: inottemperanza alla sentenza del Tribunale di Pavia, Sezione lavoro, che aveva riconosciuto al docente il beneficio della carta del docente per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha agito per l'ottemperanza alla sentenza n. 9/2025 del Tribunale di Pavia, passata in giudicato e notificata al Ministero il 6 aprile 2025. La sentenza aveva condannato il Ministero a riconoscere e accreditare sul borsellino elettronico della carta del docente l'importo di 500 euro annui per quattro anni scolastici, per complessivi 2.000 euro. Il ricorrente ha dedotto il mancato adempimento dell'obbligo giudiziale. Il Ministero si è costituito con atto di mera forma e non ha allegato né provato l'avvenuto pagamento. Il ricorso è stato proposto dopo il decorso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione della sentenza.
La decisione
Il TAR ha ritenuto il ricorso procedibile, essendo decorso il termine di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997. Nel merito, ha accertato l'inottemperanza del Ministero, rilevando che il giudicato riconosceva somme determinate, documentalmente comprovate, e che l'amministrazione non aveva dedotto di aver adempiuto. Ha ordinato al Ministero di accreditare, entro 90 giorni dalla notificazione della sentenza, gli importi dovuti, detratti eventuali pagamenti medio tempore effettuati. Per il caso di ulteriore inerzia, ha nominato commissario ad acta il Direttore Generale della Ragioneria Territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, prevedendo che il commissario operi su istanza diretta del creditore dopo la scadenza del termine assegnato e provveda entro i successivi 60 giorni. Nessun compenso è stato riconosciuto al commissario, trattandosi di attività rientrante nei suoi compiti istituzionali. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese di lite, liquidate in 800 euro oltre accessori e contributo unificato se dovuto, con distrazione in favore del difensore antistatario.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
La disposizione costituisce la base processuale dell'azione di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di accertare l'inottemperanza al giudicato, ordinare l'esecuzione e adottare misure sostitutive, compresa la nomina del commissario ad acta.
art. 14 d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997
Il ricorso per l'esecuzione di una condanna pecuniaria nei confronti di una pubblica amministrazione è procedibile dopo il decorso del termine di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo.
Massime di principio
- L'azione di ottemperanza a una sentenza di condanna pecuniaria pronunciata dal giudice ordinario nei confronti di una pubblica amministrazione è procedibile, in base all'art. 14 d.l. 669/1996, dopo il decorso di 120 giorni dalla notificazione della sentenza.
- Quando il giudicato riconosce importi determinati e l'amministrazione non deduce né dimostra l'avvenuto adempimento, il giudice dell'ottemperanza deve dichiarare l'inottemperanza e ordinare il pagamento, detraendo gli eventuali versamenti sopravvenuti.
- Il giudice dell'ottemperanza può fissare un termine per l'adempimento e nominare preventivamente un commissario ad acta, destinato a operare su istanza del creditore dopo la scadenza del termine assegnato all'amministrazione.
- Quando le funzioni commissariali sono affidate a un dipendente pubblico già istituzionalmente preposto alla gestione della spesa pubblica e l'incarico rientra nei suoi compiti istituzionali, non è dovuto alcun compenso aggiuntivo al commissario ad acta.
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