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Sentenza

Sentenza n. 1097/2026 - Firenze, Sezione 1

per l’esecuzione della Sentenza n. 39/2023 – R.G. n. 909/2022 – pubblicata il 03/02/2023, emessa dal Tribunale di Siena, Sez. Lavoro;

Giustizia amministrativa202502959

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata tempestiva esecuzione della sentenza del Tribunale di Siena che aveva riconosciuto alla ricorrente € 2.373,66, oltre interessi, a titolo di Retribuzione Professionale Docente

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (creditrice)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Siena, Sezione Lavoro, che aveva condannato il Ministero dell'Istruzione e del Merito al pagamento di € 2.373,66, oltre interessi legali dalle singole scadenze al saldo, per la Retribuzione Professionale Docente relativa agli anni scolastici 2018/19, 2019/20 e 2020/21, maturata durante rapporti di lavoro a tempo determinato. Il ricorso è stato notificato dopo che l'Amministrazione non aveva dato tempestiva esecuzione al titolo, nonostante ripetute diffide. Nel corso del giudizio il Ministero ha documentato la liquidazione della somma e, successivamente, il pagamento integrale, avvenuto il 24 novembre 2025. La ricorrente ha quindi chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere, insistendo per la condanna alle spese in applicazione della soccombenza virtuale, in ragione del ritardo nell'ottemperanza.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., rilevando che la pretesa della ricorrente era stata integralmente soddisfatta nelle more del giudizio. Il Tribunale ha tuttavia posto le spese a carico del Ministero in applicazione del principio della soccombenza virtuale, poiché l'esecuzione della sentenza civile era intervenuta soltanto dopo ripetute diffide e dopo la proposizione del ricorso di ottemperanza. Le spese sono state liquidate in € 800,00, oltre oneri e accessori di legge e rimborso del contributo unificato, con distrazione in favore del difensore antistatario della ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Richiamato quale fondamento del giudizio di ottemperanza promosso per ottenere l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del giudice civile.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Consente di dichiarare cessata la materia del contendere quando, nel corso del giudizio, la pretesa azionata è stata integralmente soddisfatta.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, l'integrale soddisfazione della pretesa del ricorrente intervenuta nelle more del processo comporta la dichiarazione di cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a.
  • La sopravvenuta esecuzione del giudicato non esclude la regolazione delle spese secondo il principio della soccombenza virtuale, dovendosi valutare quale parte abbia reso necessario il giudizio.
  • Quando l'amministrazione esegue tardivamente una sentenza, soltanto dopo diffide e dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza, le spese del giudizio possono essere poste a suo carico anche se l'esecuzione è intervenuta prima della decisione.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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