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Sentenza

Sentenza n. 2292/2026 - Milano, Sezione 2

per l’ottemperanza - della sentenza n. 3268/2024, emessa dal Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, in data 24 luglio 2024.

Giustizia amministrativa202504806

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, che aveva imposto l’erogazione della Carta docente

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (docenti creditori)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno agito in ottemperanza per ottenere l’esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, n. 3268/2024, passata in giudicato e notificata al Ministero, con la quale era stata riconosciuta la Carta docente del valore di 500 euro annui: per una ricorrente relativamente agli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2023/2024, per complessivi 2.000 euro, e per l’altro ricorrente relativamente all’anno 2021/2022, per 500 euro. Dedotta l’inerzia dell’Amministrazione, i ricorrenti hanno chiesto l’ordine di esecuzione e la nomina di un commissario ad acta. Il Ministero ha chiesto il rigetto. Il Collegio ha rilevato d’ufficio la genericità della procura conferita da uno dei ricorrenti: la procura, separata dal ricorso nativo digitale, indicava soltanto un generico giudizio di ottemperanza contro il Ministero innanzi al TAR, senza identificare il TAR competente né la sentenza ordinaria da eseguire. Per l’altra ricorrente, invece, la procura è stata ritenuta specifica. Quanto alla domanda di ottemperanza, è stato verificato il passaggio in giudicato della sentenza, la sua notifica all’Amministrazione e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto per l’esecuzione contro le amministrazioni pubbliche.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile limitatamente alla posizione del ricorrente la cui procura alle liti era generica. Il TAR ha ritenuto che l’art. 40, comma 1, lett. g), c.p.a. richieda una procura speciale idonea a individuare oggetto del ricorso, parti e autorità giudiziaria, oltre agli elementi utili a identificare la controversia. Ha inoltre escluso la sanabilità della carenza mediante regolarizzazione o errore scusabile per i ricorsi notificati dopo la pubblicazione della sentenza dell’Adunanza plenaria n. 11/2025. Il ricorso è stato invece accolto quanto alla posizione dell’altra ricorrente, perché la procura era specifica e risultavano provati il giudicato, la notifica del titolo esecutivo e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni. Il Ministero è stato ordinato di erogare entro 60 giorni dalla notifica della sentenza 500 euro per ciascuno degli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2023/2024, per complessivi 2.000 euro. È stato nominato, per l’eventuale perdurante inottemperanza, il Direttore Generale della Ragioneria Territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza quale commissario ad acta, senza compenso. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 40, comma 1, lett. g, c.p.a.

    La procura del difensore che sottoscrive il ricorso amministrativo deve essere speciale e indicare l’oggetto del ricorso, le parti, l’autorità giudiziaria adita e gli altri elementi utili a individuare la controversia.

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    L’ordinanza prevista dalla disposizione per il rilievo d’ufficio di questioni rilevabili dopo il passaggio in decisione non è necessaria quando il rilievo emerge prima di tale momento.

  • art. 324 c.p.c.

    La sentenza del giudice ordinario è stata ritenuta passata in giudicato sulla base dell’attestazione della cancelleria.

  • art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997

    L’esecuzione giudiziale nei confronti di un’amministrazione richiede il decorso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notifica del titolo esecutivo presso la sede del debitore.

  • art. 474 c.p.c.

    Ai fini dell’esecuzione, il titolo esecutivo è costituito dalla sentenza munita dell’attestazione di conformità.

Massime di principio

  • Nel processo amministrativo la procura speciale deve consentire l’identificazione concreta della controversia, indicando almeno l’oggetto del giudizio, le parti e l’autorità giudiziaria, nonché gli ulteriori elementi necessari quando occorrano a distinguere il giudizio da altri possibili contenziosi.
  • La procura generica conferita per un giudizio di ottemperanza, priva dell’indicazione dell’autorità giudiziaria e del provvedimento giurisdizionale di cui si chiede l’esecuzione, determina l’inammissibilità del ricorso per il difetto della procura speciale richiesta dall’art. 40, comma 1, lett. g), c.p.a.
  • Per i ricorsi notificati dopo la pubblicazione della sentenza dell’Adunanza plenaria che ha escluso la sanabilità della procura generica, la carenza della procura speciale non è regolarizzabile mediante concessione dell’errore scusabile.
  • L’azione di ottemperanza contro un’amministrazione presuppone la definitività del titolo esecutivo, la sua notifica all’amministrazione debitrice e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall’art. 14 d.l. n. 669/1996.
  • In presenza di perdurante inottemperanza, il giudice dell’ottemperanza può ordinare direttamente all’amministrazione l’adempimento entro un termine e nominare contestualmente un commissario ad acta, subordinando l’intervento di quest’ultimo a un’istanza del creditore dopo la scadenza del termine assegnato.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaNullità del provvedimentoDecadenza e tardività

Testo integrale

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