Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8335/2022 del 10/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la conferma della condanna per il reato di cui all'art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990, deducendo: (i) nullità della procedura di giudizio direttissimo per presunta instaurazione dell'arresto in quasi-flagrante sulla base di informazioni di terzi e non di diretta percezione della P.G.; (ii) insufficiente riscontro probatorio rispetto all'accusa che lo stupefacente rinvenuto presso l'abitazione fosse destinato al traffico (si osserva che non ci sarebbero riscontri che colleghino quel quantitativo agli ovuli trovati con il coimputato Corrado Saracini); (iii) eccessiva dipendenza dalle dichiarazioni accusatorie del solo coimputato Saracini senza chiamata in correità con riscontri esterni; (iv) rigetto immotivato delle attenuanti generiche (art. 62-bis c.p.). Sono altresì invocate violazioni di legge relative agli artt. 178, lett. b), 179 e 449 c.p.p. e vizi di motivazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e manifestamente infondato. Sul primo profilo la Corte ha ritenuto che il ricorrente non avesse tempestivamente contestato la legittimità dell'arresto nella fase di convalida: la mancata impugnazione dell'ordinanza di convalida impedisce di sollevare la questione nel procedimento principale (salvo il giudizio direttissimo), per cui il motivo è inammissibile. In ordine alla natura e alla provenienza dello stupefacente, la Corte ha osservato che i giudici di merito non hanno affermato che si trattasse esattamente dello stesso «compendio» sequestrato a Saracini, ma che era la medesima tipologia (hashish) e, dato che Saracini disse di averla acquistata dal Moustafa, era plausibile ritenere che quella trovata presso l'abitazione fosse destinata a uso non esclusivamente personale; tale valutazione è compatibile con le risultanze probatorie, inclusi servizi di osservazione e perquisizione. La censura sulla chiamata in correità è infondata perché vi erano riscontri (servizio di osservazione che ha visto lo scambio e successiva perquisizione). Infine, il diniego delle attenuanti generiche rientra nella valutazione di merito del giudice ed è stato congruamente motivato. Il ricorrente è condannato alle spese processuali e al pagamento di €3.000,00 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309 del 1990

    Norma sostanziale contestata (traffico di sostanze stupefacenti). La Corte ha ritenuto che il ritrovamento di hashish della stessa tipologia, unitamente alle dichiarazioni del coimputato e al servizio di osservazione e perquisizione, fosse idoneo a sostenere la valutazione di destinazione non esclusivamente personale.

  • art. 178, lett. b) c.p.p.

    Richiamato nelle censure sulla nullità del giudizio direttissimo; la Corte ha ritenuto la questione inammissibile per mancata impugnazione dell'ordinanza di convalida dell'arresto.

  • art. 179 c.p.p.

    Richiamato insieme agli altri articoli processuali relativi al giudizio direttissimo e alla convalida dell'arresto; la sua violazione non è stata considerata rilevante perché la difesa non l'aveva tempestivamente eccepita.

  • art. 449 c.p.p.

    Richiamato nelle obiezioni sulla procedura direttissima; la Corte ha confermato l'inammissibilità delle doglianze procedurali non tempestivamente dedotte.

  • art. 182, comma 2 c.p.p.

    Riferito dalla Suprema Corte come norma che può sanare nullità generali di regime intermedio se non dedotte tempestivamente; invocata per escludere la rilevanza delle supposte irregolarità non contestate.

  • art. 62-bis c.p. pen.

    Norma sulle attenuanti generiche facoltative; la Corte ha ritenuto che il diniego delle attenuanti rientrasse nella valutazione di merito e fosse congruamente motivato, quindi non censurabile in cassazione.

Massime di principio

  • Le nullità o irregolarità connesse all'arresto e al giudizio direttissimo devono essere impugnate tempestivamente nella fase di convalida; la mancata impugnazione impedisce di sollevare la questione nel procedimento principale o in cassazione.
  • Nelle accuse per detenzione ai fini di spaccio (art. 73 DPR 309/1990) il giudice può ritenere non esclusivo l'uso personale anche in assenza di perfetta corrispondenza del 'compendio' di stupefacente, quando vi siano elementi di contesto (dichiarazioni di terzi, servizi di osservazione, perquisizione domiciliare) che, presi nel loro complesso, indicano destinazione al traffico.
  • Le dichiarazioni accusatorie di un coimputato possono concorrere alla formazione della prova purché vi siano riscontri esterni e autonomi (es. osservazione degli investigatori, sequestri) che ne corroborino il contenuto; la mancanza di riscontri rende la chiamata in correità più vulnerabile, ma la presenza di riscontri anche non perfetti può essere ritenuta sufficiente.
  • La valutazione circa il riconoscimento delle attenuanti generiche è tipicamente di merito: la Corte di legittimità sindaca l'esistenza di palese illogicità o carenza motivazionale, non la valutazione discrezionale del giudice di merito.
  • Motivi di gravame che attengono prevalentemente a questioni di fatto o a valutazioni di merito sono spesso dichiarati inammissibili o manifestamente infondati in cassazione se la ricostruzione dei fatti dei giudici di merito è logica e coerente con le prove.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.