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Sentenza

Sentenza n. 456/2026 - Bologna, Sezione 2

per l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Rimini, in funzione di Giudice del Lavoro, n. 117/2024, emessa in data 21.5.2024.

Giustizia amministrativa202501682

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione spontanea della sentenza del Tribunale di Rimini, giudice del lavoro, sul pagamento del bonus "carta del docente"

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha promosso il giudizio ai sensi dell'art. 114 c.p.a. per ottenere l'ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Rimini n. 117/2024, passata in giudicato e notificata al Ministero presso il domicilio reale dell'amministrazione, con decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto per l'esecuzione spontanea. Il Ministero non si è costituito. Dopo la proposizione del ricorso, la ricorrente ha documentato l'avvenuto pagamento del bonus "carta del docente" relativo agli anni indicati nel ricorso e ha quindi insistito soltanto per la condanna alle spese del giudizio di ottemperanza.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, rilevando che il pagamento intervenuto nelle more ha determinato la piena e puntuale soddisfazione della pretesa sostanziale azionata. La dichiarazione è stata resa ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a. Il Collegio ha comunque posto le spese a carico del Ministero secondo il principio della soccombenza, valorizzando il fatto che il pagamento è intervenuto dopo la proposizione del ricorso e che il giudizio di ottemperanza si è reso necessario. Le spese sono state liquidate in euro 300, oltre spese generali e oneri accessori, con restituzione del contributo unificato e distrazione in favore del difensore dichiaratosi antistatario. Il TAR ha precisato che l'ottemperanza era stata attivata soltanto con riferimento a una docente, mentre la sentenza del giudice ordinario riguardava cinque docenti, circostanza considerata nella liquidazione delle spese.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Costituisce la base processuale dell'azione di ottemperanza proposta per ottenere l'esecuzione della sentenza passata in giudicato del giudice ordinario.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    La piena soddisfazione della pretesa sostanziale intervenuta nel corso del giudizio giustifica la dichiarazione di cessazione della materia del contendere.

Massime di principio

  • Quando, dopo la proposizione del giudizio di ottemperanza, l'amministrazione esegue integralmente il comando contenuto nella sentenza passata in giudicato, il giudice amministrativo dichiara cessata la materia del contendere per sopravvenuta piena soddisfazione della pretesa sostanziale, ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a.
  • Il pagamento o l'esecuzione spontanea intervenuti nelle more del giudizio di ottemperanza non escludono la condanna dell'amministrazione alle spese quando il ricorso sia stato reso necessario dall'originario inadempimento e l'adempimento sia intervenuto soltanto dopo la sua proposizione.
  • Ai fini dell'esecuzione spontanea di una sentenza di condanna nei confronti di una pubblica amministrazione, la notifica della sentenza presso il domicilio reale dell'amministrazione fa decorrere il termine dilatorio di 120 giorni previsto dalla legge.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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