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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47887/2023 del 30/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato l'istanza di rescissione del giudicato avverso la sentenza del Tribunale di Bologna (13/11/2018, irrevocabile 06/12/2018) che lo aveva condannato per ricettazione e porto ingiustificato di oggetto atto ad offendere. Il ricorrente deduce che non avrebbe avuto effettiva conoscenza del processo perché il decreto di citazione a giudizio era stato notificato presso il domicilio eletto dal difensore di fiducia che aveva però rinunciato al mandato prima della notifica; inoltre il ricorrente sostiene di non essere stato contattato dal difensore e di non avere avuto contezza della nomina del difensore d'ufficio.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la nomina di un difensore di fiducia con elezione di domicilio costituisca un indice di effettiva conoscenza del processo e che il ricorrente non abbia allegato circostanze specifiche idonee a dimostrare che non conosceva la celebrazione del processo né che la mancata conoscenza non sia dipesa da colpevole disinteresse. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • Giurisprudenza - Sez. 4, n. 13236 del 23/03/2022 (Piunti)

    Principio: la nomina di un difensore di fiducia con elezione di domicilio presso il suo studio costituisce un evidente indice di conoscenza del procedimento da parte dell'imputato. La mera rinuncia del difensore al mandato non è sufficiente a provare che l'imputato non ha avuto conoscenza del processo; occorrono allegazioni specifiche e circostanze aggiuntive che dimostrino che la mancata conoscenza non sia dovuta a colpevole disinteresse.

Massime di principio

  • La nomina di un difensore di fiducia e l'elezione di domicilio presso il suo studio costituiscono, in generale, un forte indice che l'imputato è a conoscenza del procedimento.
  • La sola rinuncia del difensore al mandato non prova di per sé l'ignoranza del processo da parte dell'imputato; è necessario che il condannato alleghi fatti concreti che giustifichino la mancata conoscenza.
  • Se l'imputato diventa irreperibile o non aggiorna il proprio domicilio/dati di contatto, ciò può essere valutato come colpevole disinteresse e pregiudicare richieste di rescissione del giudicato.
  • In istanze di rescissione del giudicato l'onere probatorio grava sul ricorrente: bisogna dimostrare positivamente che l'assenza di conoscenza non dipendeva da negligenza personale.
  • Per evitare conseguenze negative, è consigliabile mantenere contatti efficaci con il difensore e comunicare tempestivamente ogni variazione di domicilio o recapito.

Testo integrale

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