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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47872/2023 del 30/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza di appello che aveva confermato la condanna per riciclaggio relativa ad un'autovettura con telaio e targa sostituiti; censure processuali sulla mancata notifica del rinvio dell'udienza al difensore legittimamente impedito; censure di merito per carenza della motivazione della Corte di appello sulla responsabilità, per presunta inversione dell'onere della prova, per il mancato accoglimento della richiesta di rinnovazione dell'istruzione dibattimentale (escussione del teste Lima Nunzio) e per la mancata valutazione della possibile qualificazione del fatto come ricettazione anziché riciclaggio; contestazione anche relativa al diniego delle circostanze attenuanti e al trattamento sanzionatorio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto infondato il primo motivo relativo alla notifica del rinvio, richiamando il principio secondo cui il difensore sostituito si assume i doveri dell'assistito e la lettura dell'ordinanza sostituisce la citazione nel caso di rinvio ad "udienza fissa"; invece ha accolto il motivo relativo alla motivazione sulla responsabilità: la motivazione della Corte di appello è risultata carente e non ha risposto alle specifiche doglianze difensive (tra cui la richiesta di rinnovazione dell'istruzione dibattimentale e la contestata qualificazione giuridica del fatto), per cui la sentenza è stata annullata e la causa rinviata per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte di appello di Bari. Con il rinvio sono state assorbite le ulteriori censure.

Norme richiamate

  • art. 97, comma 4, cod. proc. pen.

    art. 97, comma 4, cod. proc. pen.

    Il difensore nominato ai sensi dell'art. 97, comma 4 assume per conto del difensore impedito i doveri derivanti dalla partecipazione all'udienza; la sospensione o il rinvio per legittimo impedimento dà diritto all'avviso della nuova udienza solo se il rinvio è "a nuovo ruolo", mentre nel caso di rinvio ad "udienza fissa" la lettura dell'ordinanza sostituisce la citazione e gli avvisi.

  • Giurisprudenza della Cassazione (Sez. U, n. 8285/2006; Sez. 3, n. 30466/2015)

    Principio applicato in materia di rinvio per legittimo impedimento del difensore e efficacia della lettura dell'ordinanza nel caso di rinvio ad udienza fissa; conferma che il sostituto designato assume i doveri processuali del difensore impedito.

  • art. 648-bis c.p. (ricettazione)

    Concetto richiamato nella controversia in ordine alla possibile diversa qualificazione del fatto: la ricettazione si riferisce al possesso di beni provenienti da reato, mentre la qualificazione come riciclaggio richiede condotte ulteriori di occultamento o trasformazione; la Corte ha ritenuto che la Corte di appello non ha adeguatamente valutato la richiesta difensiva di riclassificazione.

  • art. 648-ter c.p. (riciclaggio)

    Rilevanza della prova di comportamenti attivi volti a rendere difficoltosa l'identificazione della provenienza del bene illecito; la sentenza di merito è stata ritenuta carente nel motivare come le condotte attribuite al ricorrente integrassero il reato di riciclaggio piuttosto che la mera detenzione di bene provento di reato.

Massime di principio

  • Quando il difensore è legittimamente impedito e in udienza viene nominato un sostituto ai sensi dell'art. 97(4) c.p.p., la lettura dell'ordinanza che rinvia ad udienza fissa può sostituire l'obbligo di nuova notifica al difensore impedito; l'avviso della nuova udienza è invece dovuto se il rinvio è "a nuovo ruolo".
  • La Corte d'appello deve fornire una motivazione chiara e completa rispondendo esplicitamente alle doglianze principali sollevate in appello; l'assenza di risposta su punti decisivi (es. richiesta di escussione di testimoni o proposta di riclassificazione del reato) può determinare l'annullamento con rinvio.
  • La qualificazione tra ricettazione (art. 648-bis) e riciclaggio (art. 648-ter) richiede l'accertamento di elementi diversi: la mera detenzione di un bene di provenienza illecita può integrare ricettazione, mentre il riciclaggio richiede comportamenti attivi volti a dissimulare la provenienza; in assenza di prova di tali condotte, la riclassificazione difensiva va valutata e motivata.
  • Non è ammessa un'inversione dell'onere della prova: l'accertamento della responsabilità non può fondarsi su congetture né sulla sola mancata elaborazione di ipotesi alternative da parte della difesa; il giudice deve valorizzare elementi probatori concreti.
  • Se la difesa chiede la rinnovazione dell'istruzione dibattimentale (escussione di testimone), il giudice d'appello deve valutare e motivare espressamente l'ammissibilità e l'opportunità di tale mezzo istruttorio; l'omessa valutazione può incidere sulla regolarità del giudizio di responsabilità.

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