Cassazione Penale, Sentenza n. 10915/2024 del 14/03/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha ritenuto fondato, nella portata rescindente, il ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. per errore percettivo della precedente decisione. Ha revocato la sentenza della Corte di Cassazione del 03/05/2023 nei confronti di Giuseppe Deni e ha fissato la fase rescissoria con udienza per il rinnovo del giudizio (udienza dell'11 aprile 2024, stesso relatore), disponendo di accertare il termine finale di prescrizione del reato.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la sentenza della Corte di Cassazione del 03/05/2023 sostenendo un errore di fatto nella valutazione del calcolo della prescrizione. In particolare la Suprema Corte avrebbe ritenuto che l'udienza del 15/01/2020 fosse stata rinviata per impedimento, computando 53 giorni di rinvio fino al 26/03/2020, mentre dal verbale e dalla trascrizione fonica risulta che l'udienza si era regolarmente svolta e che il differimento successivo era stato disposto per l'esame di testi della difesa. Tale errore avrebbe impedito la dichiarazione di estinzione del reato per prescrizione, che si sarebbe invece perfezionata il 27/03/2023, anteriormente all'udienza del 03/05/2023.
Norme richiamate
art. 625-bis cod. proc. pen.
Lo strumento è stato applicato per correggere un 'errore percettivo' nella sentenza impugnata: la norma consente la rescissione quando la decisione è fondata su una supposizione di fatto incontrovertibilmente esclusa o sull'inesistenza di un fatto positivamente stabilito; la procedura può essere bifasica (revoca immediata e successivo rinnovo del giudizio).
art. 223, comma secondo, n. 2 legge fallimentare
Norma che individua il reato contestato (condotta rilevante in relazione al fallimento della società Corimec Maintenance s.r.l.). Il punto centrale del ricorso era l'estinzione del reato per prescrizione, che incide sull'accertamento della responsabilità ai sensi di questa norma.
Sez. U. n. 16103 del 27/03/2002 (giurisprudenza)
Richiamata per il principio secondo cui l'art. 625-bis interviene per porre rimedio allo 'sviamento' del giudizio quando la decisione è fondata su errori di fatto evidenti; conferma la possibile articolazione bifasica della procedura di rescissione in presenza di un errore percettivo.
Sez. VI n. 20093/2003 (giurisprudenza)
Citata come precedente che illustra la necessità di procedere, dopo la constatazione di un errore, alla revoca e al successivo rinnovo del giudizio di cassazione per rispettare il principio del contraddittorio.
Massime di principio
- Il ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. è utilizzabile per correggere errori di fatto evidenti nelle decisioni di cassazione quando tali errori hanno inciso sulla decisione (es. calcolo della prescrizione).
- Per essere accolto, l'errore di fatto deve essere chiaro e desumibile dagli atti (ictu oculi) o tramite documenti/registrazioni che dimostrino l'inesattezza della percezione usata dalla Corte.
- Quando la correzione dell'errore comporta la necessità di riesaminare motivi omessi o non valutati per effetto dell'errore, il procedimento segue una modalità bifasica: revoca della decisione viziata e successivo rinnovo del giudizio in udienza pubblica.
- Il calcolo della prescrizione richiede verifica rigorosa dei verbali e, se disponibili, delle registrazioni foniche: la qualificazione di una udienza come 'rinviata per impedimento' o come 'svolta regolarmente' può mutare la decorrenza del termine prescrizionale.
- In casi simili è opportuno produrre e far esaminare verbali sintetici, dettagliati e registrazioni per dimostrare l'errore di percezione processuale; l'intervento del pubblico ministero può portare alla richiesta di annullamento parziale per consentire l'accertamento del termine prescrizionale.
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