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Sentenza

Sentenza del 24/09/2019 n. 23679 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il Comune ha impugnato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Piemonte, che aveva riconosciuto l'esenzione ICI per tre abitazioni e relative autorimesse intestate alla società semplice ma utilizzate dai soci e dalle loro famiglie come abitazioni principali. Il Comune sosteneva che il soggetto passivo dell'imposta fosse la società, soggetto distinto dai soci, e che l'esenzione prevista per l'abitazione principale spettasse esclusivamente alle persone fisiche proprietarie dell'immobile o titolari di un diritto reale sullo stesso. Contestava inoltre l'equiparazione tra la società semplice e una comunione tra i soci.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Comune, cassato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale e deciso la causa nel merito, rigettando il ricorso originario della società contribuente contro l'avviso di accertamento ICI. Ha ritenuto irrilevante che i soci risiedessero abitualmente negli immobili, poiché gli stessi erano intestati alla società, soggetto giuridico distinto, mentre ciascun socio possedeva soltanto una quota ideale e non un diritto reale sullo specifico immobile utilizzato come abitazione. Le spese di tutti i gradi di giudizio sono state integralmente compensate per la novità della questione.

Norme richiamate

  • D.L. 27 maggio 2008, n. 93, art. 1

    Esenzione dall'ICI dell'abitazione principale a decorrere dall'anno d'imposta 2008.

    L'agevolazione riguarda il contribuente persona fisica che possiede l'immobile a titolo di proprietà, usufrutto o altro diritto reale e che vi dimora abitualmente con la propria famiglia. Non è estensibile alla società proprietaria dell'immobile.

  • D.Lgs. n. 504 del 1992, artt. 1, 2, 3 e 8, comma 2

    Disciplina il presupposto dell'ICI, i soggetti passivi e le agevolazioni relative all'abitazione principale. Il soggetto passivo è il titolare del diritto sull'immobile e, nel caso concreto, tale soggetto era la società semplice.

  • Codice civile, artt. 2247, 2248, 2251 e 1100

    Le norme distinguono la società dalla comunione. Una società costituita per svolgere attività economica e potenzialmente conseguire utili non può essere automaticamente equiparata a una comunione tra i soci, anche se questi utilizzano i beni sociali.

  • Legge n. 296 del 2006, art. 1, comma 173, lett. b)

    Il requisito dell'abitazione principale può essere provato mediante il certificato di residenza; tuttavia la residenza non è sufficiente se manca, in capo alla persona fisica, la proprietà o altro diritto reale sullo specifico immobile.

Massime di principio

  • Le agevolazioni fiscali sono norme eccezionali e devono essere interpretate restrittivamente: non possono essere estese per analogia a soggetti o situazioni non espressamente previsti.
  • Per l'esenzione ICI relativa all'abitazione principale devono sussistere congiuntamente la titolarità, da parte della persona fisica, della proprietà o di un diritto reale sull'immobile e la dimora abituale nello stesso.
  • La residenza anagrafica e l'effettivo utilizzo dell'immobile come abitazione principale non bastano quando il bene appartiene a una società distinta dalla persona che lo occupa.
  • Il socio di una società proprietaria di immobili non è, per ciò solo, titolare di un diritto reale sullo specifico immobile assegnato o utilizzato: la quota societaria o la quota ideale non consente automaticamente di beneficiare delle agevolazioni previste per l'abitazione principale.
  • Una società semplice può essere trattata diversamente da una comunione quando il suo oggetto comprende attività di acquisto, amministrazione, locazione, disinvestimento o altre operazioni dirette anche al conseguimento di utili.

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