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Sentenza

Sentenza del 24/09/2019 n. 522 - Comm. Trib. Reg. per il Molise

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

L'Agenzia delle Entrate contestava la sentenza di primo grado sostenendo, in via preliminare, che fosse nulla per insufficiente motivazione ai sensi degli articoli 35 e 36 del D.Lgs. n. 546/1992. Nel merito deduceva la violazione degli articoli 59 e 47 del TUIR, ritenendo legittima la presunzione di distribuzione al socio degli utili extracontabili accertati in capo alla società, caratterizzata da una ristretta base societaria. Contestava inoltre la condanna alle spese, ritenendo insussistenti i gravi motivi richiesti dall'articolo 15 del D.Lgs. n. 546/1992. Il contribuente sosteneva invece l'inammissibilità o infondatezza dell'appello e negava sia la formazione degli utili sia la loro distribuzione.

La decisione

La Commissione Tributaria Regionale ha rigettato l'appello dell'Agenzia delle Entrate, ritenendo adeguatamente motivata la sentenza di primo grado. Ha riconosciuto che il contribuente aveva fornito prova contraria concreta e sufficiente rispetto alla presunzione di distribuzione degli utili extracontabili, dimostrando che i maggiori ricavi contestati alla società non risultavano effettivamente incassati, che le movimentazioni finanziarie dell'amministratore presentavano anomalie e che non vi erano prove contabili di versamenti o trasferimenti di denaro a suo favore. La sola ristretta base societaria non è stata considerata sufficiente a fondare la presunzione, soprattutto in assenza di prova della formazione degli utili e della loro concreta distribuzione. L'Agenzia delle Entrate è stata condannata al pagamento delle spese del grado d'appello, liquidate in euro 1.000,00 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • Articoli 35 e 36 del D.Lgs. n. 546/1992

    La sentenza non è nulla per difetto di motivazione quando espone in modo sufficiente le ragioni giuridiche e fattuali della decisione. Nel caso concreto, la motivazione della sentenza di primo grado è stata ritenuta adeguata.

  • Articoli 59 e 47 del TUIR

    Le norme sono state richiamate dall'Agenzia per sostenere la tassabilità in capo al socio dei redditi o utili presumibilmente distribuiti dalla società. La decisione ha però escluso che la presunzione potesse operare senza una prova adeguata della formazione degli utili e della loro effettiva attribuzione al socio.

  • Articolo 15 del D.Lgs. n. 546/1992

    La norma disciplina la condanna alle spese di giudizio. Poiché l'appello dell'Agenzia è stato rigettato, la condanna alle spese è stata confermata e applicata anche per il grado d'appello.

  • Principio giurisprudenziale sulla distribuzione di utili nelle società a ristretta base partecipativa

    Nelle società di capitali a ristretta base azionaria o familiare può operare una presunzione semplice di distribuzione ai soci degli utili extracontabili accertati in capo alla società. Tuttavia, il socio può superarla con prova contraria concreta, e la presunzione richiede comunque elementi idonei a dimostrare la formazione di utili effettivamente distribuibili.

Massime di principio

  • La ristretta base societaria o familiare può giustificare una presunzione di distribuzione degli utili extracontabili, ma non costituisce da sola prova sufficiente dell'avvenuta attribuzione del reddito al socio.
  • Il contribuente può superare la presunzione fornendo elementi documentali concreti, come estratti conto, anomalie nelle movimentazioni finanziarie, assenza di incassi effettivi e mancanza di prove di trasferimenti di denaro a suo favore.
  • L'accertamento definitivo nei confronti della società non comporta automaticamente la legittimità dell'accertamento personale nei confronti del socio: deve essere verificata anche la formazione degli utili e la loro effettiva distribuzione.
  • Quando il contribuente contesta specificamente l'esistenza di utili distribuibili, l'Amministrazione deve confrontarsi con tale contestazione e non può limitarsi a richiamare la mancata impugnazione dell'accertamento societario.
  • In controversie analoghe, è determinante conservare e produrre documentazione bancaria e contabile idonea a dimostrare l'assenza di disponibilità finanziarie o di versamenti personali derivanti dagli utili contestati.
  • Una sentenza tributaria è sufficientemente motivata quando indica chiaramente le prove valutate e le ragioni per cui accoglie o respinge la ricostruzione dell'Amministrazione.

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