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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 80/2022 del 05/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti hanno proposto separati ricorsi in cassazione: (1) El Youssoufi My Abdelmajid deduce violazione di legge e vizio di motivazione nella determinazione della pena, sostenendo che la Corte territoriale ha utilizzato una pena base non definitiva (pena iniziale del precedente processo) e non ha motivato adeguatamente gli aumenti applicati per la continuazione; (2) El Youssoufi Hamza censura la mancanza di prova e difetto di motivazione riguardo alla sua consapevolezza e al suo concorso nei traffici (contestando i capi n.2 e n.4), lamentando omissione di esame delle doglianze sull'elemento soggettivo; (3) El Youssoufi Hadi lamenta la mancata applicazione delle circostanze attenuanti generiche ex art. 62-bis c.p., rilevando che la Corte di appello ha trascurato la sua posizione subordinata e la sua personalità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha deciso: (a) per El Youssoufi My Abdelmajid ha annullato la sentenza impugnata limitatamente all'ammontare della pena inflitta a titolo di continuazione, ritenendo che la Corte d'appello non abbia motivato adeguatamente gli aumenti per continuazione (richiamando il principio delle Sezioni Unite n. 47127/21 che impone calcolo e motivazione distinti per ogni reato); ha disposto il rinvio della questione ad altra Sezione della Corte d'appello di Firenze per nuovo giudizio sul punto; (b) ha dichiarato inammissibili i ricorsi di El Youssoufi Hamza e di El Youssoufi Hadi, respingendo le loro doglianze; ha condannato Hamza e Hadi al pagamento delle spese processuali e alla sanzione pecuniaria di euro 3.000 ciascuno alla Cassa delle ammende. La sentenza di merito è quindi annullata solo nei termini indicati per My Abdelmajid e confermata nel resto.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen.

    Utilizzato nella determinazione degli aumenti per la continuazione: la Corte di cassazione ha richiamato la necessità che gli aumenti siano calcolati e motivati distintamente per ciascun reato, conformemente al principio consolidato dalle Sezioni Unite (n. 47127/21).

  • art. 133 cod. pen.

    Riguarda la determinazione della pena; il ricorrente censurava errata determinazione della pena base e della pena complessiva, ma la Cassazione ha ritenuto insufficiente la motivazione della Corte d'appello sulla quantificazione degli aumenti in continuazione, imponendo il rinvio limitato sulla materia.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Norma sulle circostanze attenuanti generiche: la Corte ha ritenuto motivato il diniego delle attenuanti per Hadi in considerazione della gravità della condotta e dell'ingente quantitativo di stupefacente, non essendo emersi elementi positivi a favore dell'imputato.

  • art. 110 cod. pen.

    Riguarda il concorso di persone nel reato; la censura relativa alla mancata individuazione del contributo personale di Hamza è stata ritenuta reiterativa e non ha superato la motivazione sintetica della Corte territoriale.

  • art. 73 d.P.R. 309/1990

    Norma sul traffico di sostanze stupefacenti: i profili di responsabilità relativi all'importazione e detenzione a fine di cessione sono stati valutati dalla Corte territoriale e confermati dalla Cassazione per quanto riguarda Hamza e Hadi.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione all'inammissibilità delle impugnazioni: la Corte verifica l'assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità e ritiene legittima la condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria.

  • Sez. U., sent. n. 47127/21

    Principio richiamato: ove sia riconosciuta la continuazione tra reati, il giudice deve calcolare e motivare distintamente l'aumento di pena per ciascun reato; la mancata motivazione ha determinato l'annullamento limitato nel caso di My Abdelmajid.

Massime di principio

  • Quando si riconosce la continuazione tra reati il giudice deve calcolare e motivare separatamente l'aumento di pena riferito a ciascun reato; la carenza di motivazione su questo punto può portare all'annullamento parziale con rinvio.
  • La mera presenza fisica in luoghi o momenti collegati al reato non è di per sé sufficiente a provare la consapevolezza o il concorso: è necessario dimostrare un contributo materiale o morale e l'elemento soggettivo del reato.
  • Le impugnazioni che si limitano a reiterare doglianze già esaminate e respinte in sede di merito, senza apportare nuovi elementi o prospettare errori giuridici chiari, sono frequentemente dichiarate inammissibili o infondate.
  • Il diniego delle circostanze attenuanti generiche può essere adeguatamente motivato dalla gravità della condotta e dall'ingente quantità di sostanza stupefacente; l'assenza di elementi positivi a favore dell'imputato rende difficile il riconoscimento delle attenuanti.
  • In caso di controversie sulla determinazione della pena base e degli aumenti, il ricorrente deve individuare precise illegittimità nella metodologia adottata dal giudice (ad es. uso di una pena non definitiva) e il vizio deve emergere chiaramente dalla motivazione per ottenere l'annullamento.
  • Se la Corte d'appello corregge un errore del primo giudice (es. eliminando un aumento indebito per recidiva), la motivazione complessiva deve chiarire i passaggi logici e normativi usati per il ricalcolo della pena, altrimenti la Cassazione può disporre il rinvio.

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