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Sentenza

Sentenza del 09/10/2020 n. 2929 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Accertamento, liquidazione e controlli - Controllo automatizzato ex art. 36-bis d.P.R. 600/73 - Motivazione della cartella di pagamento.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

impugnazione di una cartella di pagamento emessa a seguito di controllo automatizzato ex art. 36-bis d.P.R. 600/73, con contestazione della motivazione della cartella (la cartella si limitava a richiamare la dichiarazione dei redditi come motivo del recupero a tassazione)

La decisione

il giudice ha ritenuto che, in caso di controllo automatizzato ai sensi dell'art. 36-bis d.P.R. 600/73, la cartella di pagamento è sufficientemente motivata anche con il semplice richiamo della dichiarazione dei redditi. Eventuale nullità per carenza di motivazione viene sanata dall'impugnazione nel merito quando il contribuente dimostri di avere piena conoscenza dei presupposti impositivi e non provi un concreto pregiudizio all'esercizio del diritto di difesa. Nel caso concreto la società ha articolatamente contestato nel merito le ragioni del recupero a tassazione, dimostrando quindi di conoscere le ragioni della pretesa, e la cartella è stata ritenuta valida. La decisione richiama i precedenti Cass. 3707/2016 e Cass. 5371/2017.

Norme richiamate

  • d.P.R. 600/1973, art. 36-bis

    disciplinando il controllo automatizzato, consente che l'ufficio recuperi componenti positivi di reddito; in tale contesto il richiamo alla dichiarazione come motivazione della cartella è considerato sufficiente ai fini della motivazione formale

  • Cass. 3707/2016

    Cass. civ., sent. n. 3707 del 2016

    precedente che ammette la sanatoria della nullità della motivazione se il contribuente, impugnando nel merito, dimostra di avere piena conoscenza dei presupposti impositivi e assenza di concreto pregiudizio per il diritto di difesa

  • Cass. 5371/2017

    Cass. civ., sent. n. 5371 del 2017

    conferma l'orientamento sulla possibile sanatoria per effetto del giudizio di merito quando il contribuente abbia effettivamente dedotto e contraddetto i motivi del recupero

Massime di principio

  • In caso di controllo automatizzato ex art. 36-bis, la cartella che richiama la dichiarazione dei redditi può ritenersi adeguatamente motivata: non sempre è necessaria una motivazione analitica diversa dal richiamo alla fonte dichiarativa
  • La nullità della cartella per carenza di motivazione può essere sanata dall'impugnazione nel merito quando il contribuente dimostri di avere piena conoscenza dei presupposti impositivi e non subisca concreto pregiudizio nell'esercizio del diritto di difesa
  • Per opporsi efficacemente, il contribuente dovrebbe dimostrare o la carenza di conoscenza dei presupposti impositivi o il concreto pregiudizio nella difesa; in assenza di ciò, le contestazioni meritorie già svolte possono essere ritenute sufficienti a sanare vizi formali
  • È utile, se si ritiene la motivazione insufficiente, sollevare subito in modo specifico quali elementi della motivazione manchino e come ciò abbia pregiudicato la possibilità di difesa, altrimenti il giudice potrebbe ritenere il vizio sanato
  • La giurisprudenza di legittimità è orientata a privilegiare la sostanza (conoscenza effettiva dei presupposti impositivi e possibilità di contraddittorio) rispetto alla forma della motivazione quando manchi un concreto danno al diritto di difesa

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