Provvedimento AGCM A476D n. 31527 del 15/04/2025
CONAI-GESTIONE RIFIUTI DA IMBALLAGGI IN PLASTICA-REVISIONE IMPEGNI
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl provvedimento riguarda la revisione e revoca degli impegni resi obbligatori nel 2015 nel caso A476, relativo a CONAI e COREPLA e alle presunte condotte escludenti verso il sistema autonomo Aliplast/P.A.R.I. nel mercato dell’avvio al riciclo dei rifiuti da imballaggi in plastica speciali secondari e terziari. L’Autorità, valutata l’evoluzione normativa e fattuale del settore, accoglie l’istanza di revoca presentata dai Consorzi, ritenendo superati o esauriti gli effetti di tutti gli impegni, inclusi quelli su trasparenza, criteri di contribuzione e definizione della controversia con Aliplast. È inoltre revocato per il 2025 l’obbligo di relazione annuale sull’attuazione degli impegni.
CONAI e COREPLA: revoca degli impegni imposti nel caso A476 sulla gestione dei rifiuti da imballaggi in plastica, con accoglimento dell’istanza e cessazione della rendicontazione annuale
CONAI/COREPLA - gestione rifiuti da imballaggi in plastica - revoca degli impegni
Il provvedimento riguarda la revisione della chiusura in impegni del procedimento A476, originariamente avviato nel 2014 per presunte condotte escludenti di CONAI e COREPLA nei confronti del sistema autonomo P.A.R.I. di Aliplast nel mercato dell’avvio al riciclo dei rifiuti da imballaggi in plastica speciali secondari e terziari. Nel 2025 l’Autorità valuta l’istanza di revoca degli impegni presentata dai Consorzi alla luce dell’evoluzione normativa e fattuale del settore.
Parti e quadro del procedimento
CONAI è il consorzio nazionale obbligatorio che coordina la gestione dei rifiuti da imballaggio nell’ambito dell’EPR, mentre COREPLA è il consorzio di filiera per la plastica. Aliplast, operatore del gruppo Herambiente, gestisce raccolta, stoccaggio, recupero e riciclo di imballaggi in plastica e ha costituito un sistema autonomo denominato P.A.R.I. per gli imballaggi secondari e terziari in LDPE.
L’istruttoria A476 era stata chiusa nel 2015 con l’accoglimento di impegni resi obbligatori ai sensi dell’art. 14-ter della legge n. 287/1990. Nel 2024 CONAI e COREPLA hanno chiesto la revoca di tali impegni, sostenendo che il mutato assetto normativo e regolatorio ne avesse reso superata la funzione.
Contenuto degli impegni originari
Gli impegni resi obbligatori nel 2015 erano cinque:
- Impegno 1: affidamento a un Monitoring Trustee del supporto al Ministero nell’ambito delle procedure di riconoscimento dei sistemi autonomi;
- Impegno 2: definizione di criteri per il contributo dovuto dai nuovi sistemi autonomi quando parte degli imballaggi confluisce nella raccolta urbana, con eventuale intervento del trustee;
- Impegno 3: obblighi di trasparenza e pubblicità sui sistemi autonomi nei siti di CONAI e COREPLA;
- Impegno 4: applicazione retroattiva ad Aliplast dei criteri di cui all’Impegno 2;
- Impegno 5: soluzione della controversia amministrativa sul riconoscimento di P.A.R.I., transazione economica sul CAC pregresso e rateizzazione del debito residuo.
Gli impegni erano stati resi obbligatori senza termine finale, con conseguente obbligo di monitoraggio e rendicontazione annuale.
Evoluzione normativa rilevante
L’Autorità considera decisivo il mutamento del quadro normativo intervenuto dopo il 2015. In particolare:
- dal 2017 CONAI non svolge più il ruolo di fornitore degli elementi di valutazione nei procedimenti di riconoscimento dei sistemi autonomi, funzione passata all’ISPRA, rendendo superato l’Impegno 1;
- l’art. 224, comma 5-ter, TUA, introdotto nel 2022, prevede che l’APQ stabilisca la copertura dei costi di raccolta e gestione dei rifiuti conferiti al servizio pubblico anche da parte dei sistemi autonomi, con possibilità di avvalersi dei consorzi di cui all’art. 223;
- l’art. 221, comma 10-bis, TUA, introdotto nel 2024, prevede la ripartizione tra CONAI, consorzi di filiera e sistemi autonomi dei costi relativi al servizio universale per attività residuali o di interesse generale, mediante accordi per ciascun materiale.
L’Autorità rileva che, pur essendo il nuovo APQ ancora in negoziazione e l’Accordo ANCI-CONAI in proroga, il diritto dei sistemi autonomi a partecipare al sistema è ormai trasfuso nella normativa primaria.
Posizioni di CONAI, COREPLA, Aliplast e MASE
CONAI e COREPLA chiedono la revoca totale degli impegni, sostenendo che le misure siano divenute superflue e non più immediate o pienamente applicabili. A loro avviso, la disciplina sopravvenuta garantisce già l’operatività dei sistemi autonomi e rende non necessario il presidio imposto dall’Autorità nel 2015.
Aliplast si oppone almeno alla revoca degli impegni 2, 4 e 5. Ritiene che permanga una sproporzione di potere contrattuale tra il sistema consortile e i sistemi autonomi e che la nuova disciplina non elimini il rischio di condotte dilatorie o escludenti, soprattutto fintanto che il nuovo APQ non sia concluso. In relazione all’Impegno 5, contesta inoltre la richiesta di CONAI di pagamento del CAC per il periodo 2014-2017, ritenendola iniqua ed esorbitante.
Il MASE, acquisito nel procedimento, afferma che non vi sono significativi motivi ostativi, dal punto di vista ambientale, alla revoca degli impegni 2 e 4, pur precisando che l’Accordo ANCI-CONAI è ancora in proroga e non aggiornato con i sistemi autonomi. Per l’Impegno 5, il Ministero osserva che la questione attiene ai rapporti privatistici tra le parti e alla corretta esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato.
Valutazione dell’Autorità sugli impegni 1 e 3
L’Autorità ritiene che gli effetti dell’Impegno 1 siano esauriti: il ruolo del Monitoring Trustee era connesso a un assetto istituzionale non più vigente, perché dal 2017 il Ministero non richiede più a CONAI elementi di valutazione nei procedimenti di riconoscimento dei sistemi autonomi. Anche l’Impegno 3 viene considerato superato, poiché la crescente affermazione dei sistemi autonomi e la nuova cornice normativa rendono ormai non più necessaria la misura di trasparenza sui siti internet di CONAI e COREPLA.
Valutazione dell’Autorità sugli impegni 2 e 4
Per gli impegni 2 e 4, considerati unitariamente, l’Autorità riconosce che la normativa sopravvenuta attribuisce ai sistemi autonomi la possibilità di negoziare direttamente con ANCI e con gli enti locali la gestione dei rifiuti di imballaggio confluiti nella raccolta urbana. Tuttavia osserva che il nuovo APQ non è ancora stato sottoscritto e che, nel frattempo, restano in proroga i precedenti assetti convenzionali.
Nonostante ciò, l’Autorità ritiene che la funzione originaria degli impegni sia venuta meno: essi servivano a etero-integrare un sistema in cui la regolazione dei costi era rimessa alla sola volontà negoziale dei Consorzi, mentre oggi la materia è direttamente governata dalla legge. Eventuali comportamenti escludenti futuri dovranno essere valutati, se del caso, con nuovi procedimenti antitrust; eventuali problemi strutturali della disciplina potranno invece essere affrontati con strumenti di advocacy.
Valutazione dell’Autorità sull’Impegno 5
L’Autorità reputa che l’Impegno 5 abbia esaurito i propri effetti. La transazione economica prevista dall’impegno è stata conclusa nel 2015, mentre la transazione amministrativa non è mai stata attivata da Aliplast. Pertanto, l’impegno non conserva più una funzione utile e può essere revocato, indipendentemente da eventuali contestazioni successive tra le parti sul CAC pregresso.
Esito
L’Autorità accoglie l’istanza di revoca di CONAI e COREPLA e revoca tutti gli impegni resi obbligatori con la delibera n. 25609/2015. Revoca inoltre, per il solo 2025, l’obbligo di presentare la relazione annuale sull’attuazione degli impegni.
Il provvedimento non accerta alcuna infrazione né irroga sanzioni; si limita a constatare che l’evoluzione normativa e fattuale del settore ha reso gli impegni non più attuali e necessari.
Punti principali
Origine del procedimento e parti
Il procedimento A476D è stato aperto per valutare, in contraddittorio con CONAI e COREPLA ed eventuali terzi interessati, se l’evoluzione del settore rendesse giustificata la revoca o revisione degli impegni resi obbligatori con la delibera n. 25609/2015. Le parti coinvolte sono CONAI, consorzio obbligatorio nazionale, COREPLA, consorzio di filiera per la plastica, e Aliplast, titolare del sistema autonomo P.A.R.I. per la gestione dei propri rifiuti da imballaggi secondari e terziari in LDPE.
Impegni originari e loro contenuto
Gli impegni del 2015 prevedevano: un Monitoring Trustee per assistere il MASE nelle procedure di riconoscimento dei sistemi autonomi; criteri per determinare il contributo dovuto dai nuovi sistemi autonomi per i rifiuti confluiti nella raccolta urbana; obblighi di trasparenza e pubblicità sui sistemi autonomi; l’applicazione retroattiva dei criteri ad Aliplast; una soluzione transattiva della controversia amministrativa sul riconoscimento di P.A.R.I., comprensiva della rinuncia a contestazioni, nonché la definizione del debito CAC pregresso e la rateizzazione di quello successivo.
Evoluzione normativa e fattuale
L’Autorità osserva che, dal 2017, CONAI non è più tenuto a fornire al Ministero elementi di valutazione nei procedimenti di riconoscimento dei sistemi autonomi, oggi affidati all’ISPRA; ciò rende superato l’Impegno 1. Per gli impegni 2 e 4, il quadro è mutato con l’introduzione del comma 5-ter dell’art. 224 TUA e, successivamente, del comma 10-bis dell’art. 221 TUA, che riconoscono ai sistemi autonomi un ruolo negoziale diretto con ANCI e, in prospettiva, la ripartizione dei costi residuali/di servizio universale tra tutti i sistemi di gestione degli imballaggi. L’Autorità rileva anche che il nuovo APQ non è ancora concluso e che l’Accordo ANCI-CONAI è stato prorogato fino al 30 giugno 2025.
Posizioni delle parti e parere del MASE
CONAI e COREPLA sostengono che gli impegni siano ormai inattuali, non più necessari e sproporzionati, perché il nuovo assetto normativo offre già garanzie ai sistemi autonomi. Aliplast, invece, ritiene prematuro revocare gli impegni 2, 4 e 5, evidenziando la perdurante asimmetria di potere contrattuale e le incertezze applicative delle nuove norme. Il MASE, pur richiamando il ruolo del sistema CONAI e la necessità di responsabilità condivisa, conclude che non vi sono significativi motivi ostativi, dal punto di vista ambientale, alla revoca degli impegni 2 e 4, precisando che la disciplina è in corso di attuazione e che l’Accordo ANCI-CONAI non è ancora aggiornato con la partecipazione dei sistemi autonomi.
Valutazione finale dell’Autorità
L’Autorità accoglie l’istanza di revoca per l’intero set di impegni. Ritenuti superati l’Impegno 1 e l’Impegno 3 per effetto del mutato contesto istituzionale e della crescente visibilità dei sistemi autonomi, l’Autorità considera anche gli impegni 2 e 4 non più giustificati: pur in presenza di una nuova cornice normativa, eventuali condotte escludenti oggi andrebbero semmai valutate ex novo con gli strumenti ordinari di enforcement, mentre criticità di sistema possono essere affrontate in via di advocacy. Quanto all’Impegno 5, l’Autorità osserva che la transazione economica è stata eseguita e che la parte amministrativa non è stata attivata, sicché l’impegno ha esaurito i propri effetti.
Esito e effetti
È revocata la delibera del 2015 nella parte in cui aveva reso obbligatori gli impegni, e viene anche revocato per il 2025 l’obbligo di presentazione della relazione annuale sull’attuazione degli impegni. Il provvedimento chiude il procedimento A476D senza accertamento di infrazione o irrogazione di sanzioni.
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