Cassazione Penale, Sentenza n. 27972/2022 del 19/07/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Doria era stato condannato per bancarotta fraudolenta documentale quale amministratore unico della AZETA S.r.l.; ha impugnato sostenendo (1) violazione dell'art. 192, comma 2, c.p.p.: la sentenza avrebbe fondato la condanna su indizi non gravi, precisi e concordanti (si è fatto affidamento sulla relazione e sulla deposizione del curatore fallimentare) mentre la documentazione distrutta nel 2009 sarebbe stata attribuibile all'amministratore di allora, il fratello Patrizio; (2) errata esclusione delle attenuanti generiche ai sensi dell'art. 62-bis c.p.; e (3) in un atto successivo dedusse nullità per inosservanza degli artt. 216 e 223 legge fallimentare e motivazione contraddittoria. Il fatto centrale è la distruzione/sottrazione delle scritture contabili avvenuta nel 2009 e la contestata ammissione del ricorrente di averle distrutte, nonostante fosse amministratore formale solo dal 2010.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la Corte d'Appello avesse motivato congruamente la valutazione probatoria: il curatore aveva chiarito in dibattimento che nella relazione ex art. 33 legge fallimentare aveva riportato male la deposizione e che il ricorrente aveva, in sede di audizione fallimentare, reso dichiarazioni confessorie riconducibili alla sua responsabilità. La Corte ha inoltre ritenuto corretto il diniego delle attenuanti generiche, valorizzando i precedenti penali dell'imputato e osservando che il giudice di merito non è tenuto a menzionare ogni elemento favorevole. Per legge il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e a versare Euro 3.000,00 in favore della cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 192 c.p.p.
Richiede che le prove indiziarie su cui si fonda la condanna siano gravi, precisi e concordanti; la Corte ha ritenuto che, alla luce delle chiarificazioni del curatore e della natura confessoria di alcune dichiarazioni, il requisito fosse soddisfatto.
art. 62-bis c.p.
Norma sulle attenuanti generiche; la Corte ha affermato che il giudice di merito può valutare e selezionare gli elementi ritenuti decisivi e legittimamente negare le attenuanti in presenza di plurimi precedenti penali.
art. 33 legge fallimentare
Prevede la relazione del curatore fallimentare: la sentenza ha valorizzato la relazione unitamente alla successiva escussione del curatore, che ha precisato l'origine delle dichiarazioni attribuite al ricorrente.
artt. 216 e 223 legge fallimentare
Richiamati dal ricorrente per vizio di forma/sostanza (nullità), ma la Cassazione non ha ritenuto tali censure sufficienti a rendere ammissibile il ricorso; la motivazione di merito era ritenuta congrua.
art. 23, comma 8, d.l. n. 137/2020 (conv. l. n.176/2020)
Norma che ha consentito la trattazione del ricorso senza l'intervento delle parti; la causa è stata decisa sulla base degli atti e dei soli rilievi scritti.
art. 606 c.p.p.
Prevede gli effetti dell'inammissibilità del ricorso e l'eventuale condanna alle spese; la Cassazione ha applicato tale disposizione per condannare il ricorrente alle spese e a un'ammenda a favore della cassa delle ammende.
Massime di principio
- Le ammissioni rese davanti al curatore fallimentare possono avere rilevanza confessoria se successivamente confermate o chiarite in dibattimento; la loro valenza probatoria può sorreggere una condanna se integrate da motivazione logica e congrua.
- Il giudice di merito è libero di selezionare gli elementi di prova che ritiene decisivi; non è tenuto a ricomprendere ogni singolo elemento favorevole o sfavorevole nella motivazione sul diniego delle attenuanti generiche.
- La responsabilità per bancarotta documentale può gravare non solo sull'amministratore 'formale' ma anche su altri soggetti che abbiano concorso nella condotta; l'esistenza della figura del 'testa di legno' non esclude la responsabilità dell'amministratore di fatto o di altri concorrenti.
- Le doglianze meramente ricostruttive o che estrapolano stralci di deposizioni senza prospettare questioni di diritto nuove o profili di nullità ben fondati rischiano di rendere il ricorso inammissibile in Cassazione.
- Presentare motivi aggiuntivi tardivi o basati su valutazioni alternative dei fatti comporta elevato rischio di inammissibilità; la Cassazione verifica congruità della motivazione di merito più che rinnovare l'istruttoria.
- L'inammissibilità per profili di colpa può comportare, oltre alle spese processuali, l'obbligo di versamento a favore della cassa delle ammende: cura nella formulazione dell'impugnazione è essenziale.
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