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Sentenza

Sentenza n. 16519/2026 - Roma, Sezione 2T

Giustizia amministrativa202404737

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Deliberazione del Consiglio del Municipio Roma I Centro n. 4 del 25 gennaio 2024, recante l’approvazione del Piano Municipale del Commercio su Aree Pubbliche 2023, nella parte relativa all’applicazione della disciplina transitoria dell’art. 11, comma 6, della legge n. 214/2023 e alla ricognizione dei posteggi incompatibili; nota della Direzione Mercati e Commercio su Suolo Pubblico del 2 gennaio 2024

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato la deliberazione municipale n. 4/2024, contestandone la parte in cui riteneva applicabile alle postazioni di commercio su aree pubbliche la disciplina dell’art. 11, comma 6, della legge n. 214/2023, relativa alla messa a bando e alla proroga dei titoli in essere fino al 31 dicembre 2025, nonché la ricognizione dei posteggi e l’individuazione delle soste ritenute incompatibili. Il Comune ha eccepito in via preliminare la carenza di interesse e ha contestato nel merito la fondatezza del ricorso.

La decisione

Il TAR ha dichiarato inammissibile il ricorso, accogliendo l’eccezione preliminare di Roma Capitale. La deliberazione n. 4/2024, nelle parti censurate, aveva funzione meramente ricognitiva e preparatoria: la ricognizione delle postazioni costituiva la base istruttoria per la successiva approvazione del Piano municipale del commercio, intervenuta con deliberazione di Roma Capitale n. 34/2025, non impugnata. Dopo la ricognizione l’amministrazione aveva riesaminato le postazioni incompatibili e attivato un procedimento partecipativo con le organizzazioni sindacali e i singoli operatori per elaborare progetti di ottimizzazione. Poiché l’atto impugnato non aveva carattere conclusivo né prodotto una lesione immediata e definitiva, avrebbe dovuto essere contestato, se del caso, insieme al provvedimento finale. Il giudice non ha quindi esaminato il merito delle censure. Spese compensate per la peculiarità della controversia e la definizione in rito.

Norme richiamate

  • art. 11, comma 6, l. 214/2023

    la disciplina del comma 6 dell’art. 11 Legge 214/2023 (che prevede la messa a bando con proroga degli attuali titoli al 31 dicembre 2025)

    La disposizione è richiamata per descrivere il regime che la società contestava fosse applicato alle postazioni; il TAR non ne esamina l’interpretazione nel merito, poiché definisce il giudizio in rito.

Massime di principio

  • Gli atti endoprocedimentali sono immediatamente impugnabili soltanto quando assumono carattere conclusivo e provvedimentale e producono una lesione attuale; se hanno effetti interinali e instabili e svolgono una funzione preparatoria, devono essere contestati unitamente all’atto conclusivo del procedimento.
  • Una ricognizione amministrativa che costituisce la base istruttoria per la successiva approvazione di un piano, e che è seguita da ulteriori verifiche e dalla partecipazione degli interessati, non è autonomamente impugnabile quando non determina una lesione immediata e definitiva della sfera giuridica del ricorrente.

Come è indicizzato

MaterieCommercio e grandi strutture di vendita
RamiCommercio e attività produttive
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrere

Testo integrale

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