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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 5087/2023 del 17/02/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il contribuente chiedeva il rimborso del 90% delle imposte versate nel triennio 1990-1992 per effetti del sisma del 13 dicembre 1990 (istanza soggetta a 'silenzio-rifiuto' dall'Agenzia). La CTP accoglieva la domanda; la CTR confermava. L'Agenzia impugnava in Cassazione deducendo che la CTR non si era pronunciata sul punto decisivo: l'assenza del presupposto territoriale richiesto dalla normativa di riferimento (DPCM 15/01/1991 e art. 3 dell'Ordinanza del Ministro per la Protezione Civile 21/12/1990) e dall'art. 1, comma 665, L. 23/12/2014, n. 190, sicché il rimborso spettava solo ai residenti nei comuni individuati dal DPCM, mentre il Barbagallo risultava residente nel Comune di Santa Maria di Licodia, non ricompreso nell'elenco.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia ritenendo fondato il motivo: la sentenza d'appello ometteva di decidere sulla questione fondamentale della territorialità della residenza del ricorrente. Per tale ragione la Corte ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato alla Corte territoriale di secondo grado della Sicilia, sez. staccata di Catania, in diversa composizione, disponendo altresì che quella Corte provveda alla liquidazione delle spese del giudizio.

Norme richiamate

  • art. 112 cod. proc. civ.

    Richiamato nell'ambito del vizio di omessa pronuncia denunciato in cassazione; la Corte rileva omissione di decisione su punto dedotto in appello

  • art. 360, primo comma, n. 4, cod. proc. civ.

    Fondamento normativo del motivo di cassazione per omessa pronuncia

  • DPCM 15/01/1991

    Individua i comuni interessati dal sisma; la residenza in uno dei comuni indicati è requisito territoriale per il diritto al rimborso

  • Ordinanza del Ministro per la Protezione Civile 21/12/1990, art. 3

    Norma di riferimento per l'individuazione delle località colpite dal sisma e per l'operatività degli interventi

  • art. 1, comma 665, L. 23/12/2014, n. 190

    Prevede la misura e le condizioni del rimborso per le imposte relative al periodo 1990-1992; interpretata come riservante il diritto al rimborso ai residenti nei comuni indicati dal DPCM

  • L. 3 agosto 2017, n. 123

    Richiamata nella decisione d'appello con riferimento alle modifiche normative intervenute, ma non decisiva rispetto alla questione della territorialità

  • art. 57, d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546

    Richiamato nel contesto della discussione sulla preclusione degli istituti processuali; la Corte rileva che taluni rilievi sostanziali possono essere sollevati dall'Amministrazione anche in appello

  • Cass. 10/09/2020, n. 18830 (giurisprudenza)

    Principio richiamato: nel contenzioso tributario il contribuente che impugna il silenzio-rifiuto deve dimostrare l'assenza delle ipotesi che legittimano il rifiuto, mentre l'Amministrazione può eccepire, anche in appello, rilievi attinenti alla sussistenza dei presupposti del rimborso, non essendo vincolata da specifiche preclusioni formali

Massime di principio

  • In controversie di rimborso per eventi calamitosi è essenziale provare documentalmente il requisito territoriale (residenza nel comune indicato dal provvedimento di emergenza), poiché la sua mancanza può escludere radicalmente il diritto al rimborso.
  • Il contribuente che impugna il silenzio-rifiuto ha l'onere di dimostrare l'assenza delle cause di esclusione; l'Amministrazione può sollevare in qualsiasi stato del giudizio eccezioni sostanziali che incidono sulla sussistenza dei presupposti del rimborso.
  • La Corte d'appello deve affrontare e decidere espressamente tutte le questioni rilevanti sollevate dalle parti; l'omessa pronuncia su punto decisivo determina la cassazione con rinvio.
  • Se si agisce per ottenere rimborsi maturati per eventi storici (es. anni 1990-1992), verificare accuratamente le fonti regolamentari (DPCM, ordinanze ministeriali e norme di legge successive) e documentare la corrispondenza temporale della residenza con l'elenco dei comuni interessati.
  • In sede di difesa, l'Amministrazione fiscale può legittimamente eccepire difformità territoriali anche in appello; il contribuente dovrebbe anticipare e documentare tale profilo già in primo grado per evitare rischi di respingimento in sede successiva.

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