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Ordinanza

Ordinanza n. 577/2026 - Napoli, Sezione 2

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, 1) dell’ ordinanza dirigenziale n. 250 del 30.10.2025 notificata in data 5 novembre 2025, avente ad oggetto l'applicazione di sanzione amministrativa opere abusive, del regolamento asseritamente adottato con delibera commissariale n. 4 del giorno 1.2.2024, di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale; 2) regolamento adottato con delibera del Commissario Straordinario n. 4 del 01.02.2024, 3)delibera del Commissario Straordinario n. 4 del 01.02.2049, 4) ogni altro atto presupposto, connesso o consequenziale.

Giustizia amministrativa202600708

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza dirigenziale di applicazione di sanzione amministrativa per opere abusive, adottata con applicazione della sanzione pecuniaria nella misura massima edittale

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (destinatario sanzione edilizia)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare, l’ordinanza dirigenziale n. 250 del 30 ottobre 2025, notificata il 5 novembre 2025, avente a oggetto l’applicazione di una sanzione amministrativa per opere abusive, nonché il regolamento richiamato e adottato con delibera commissariale n. 4 del 1° febbraio 2024 e gli ulteriori atti presupposti, connessi e consequenziali. Il testo non espone in dettaglio i singoli motivi di legittimità dedotti; risulta tuttavia contestata l’applicazione della sanzione nella misura massima edittale. Ai fini del fumus boni iuris, il TAR ha ritenuto necessario acquisire chiarimenti sulla tipologia di edilizia residenziale pubblica cui afferiscono gli edifici interessati, ponendo tale accertamento a carico del Comune.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare e sospeso l’efficacia dell’ordinanza sanzionatoria impugnata. Quanto al fumus boni iuris, non ha definito la legittimità dell’atto, ma ha ritenuto necessario un approfondimento istruttorio sulla tipologia di edilizia residenziale pubblica relativa agli edifici interessati, ordinando al Comune di depositare nel fascicolo telematico una relazione documentata entro 60 giorni dalla comunicazione dell’ordinanza. Quanto al periculum in mora, lo ha ravvisato nelle condizioni economiche del ricorrente, dedotte e assistite da un principio di prova mediante dichiarazioni sostitutive rese sotto responsabilità e depositate in giudizio. Le spese della fase cautelare sono state compensate. Il merito è stato rinviato alla seconda udienza pubblica del mese di febbraio 2027.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata ai sensi della disciplina delle misure cautelari collegiali; il TAR ha valutato il fumus boni iuris e il periculum in mora, disponendo la sospensione dell’atto impugnato e un incombente istruttorio.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la necessità di acquisire dalla pubblica amministrazione una relazione documentata su un elemento fattuale rilevante per la valutazione della legittimità dell’atto può integrare una ragione per disporre un incombente istruttorio e, contestualmente, sospendere l’efficacia del provvedimento impugnato.
  • Il periculum in mora può essere ravvisato nel pregiudizio economico derivante dall’immediata esecuzione di una sanzione amministrativa quando le difficili condizioni economiche del destinatario risultino dedotte e assistite da un principio di prova mediante dichiarazioni sostitutive.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTutela cautelareIstruttoria processuale
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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