Sentenza del 22/10/2015 n. 4585 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
ACCERTAMENTO - Accertamento analitico induttivo - Valutazione di incongruità del reddito dichiarato - Elementi oggettivi e concreti a supporto - Legittimità.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il contribuente ha contestato la legittimità dell'accertamento analitico-induttivo, sostenendo che la rettifica del reddito fosse fondata su risultanze statistiche astratte e non adeguatamente motivate.
La decisione
La pretesa erariale è stata ritenuta legittima. La rettifica non si fondava esclusivamente su dati statistici astratti, ma anche su elementi specifici, oggettivi e concreti, coerenti con l'attività effettivamente svolta e dichiarata dal contribuente. Inoltre, in sede di contraddittorio, il contribuente aveva opposto argomentazioni astratte e poco plausibili, non sufficienti a superare gli elementi rilevati dall'Ufficio. L'avviso di accertamento è stato quindi considerato adeguatamente motivato.
Massime di principio
- Un accertamento analitico-induttivo non è illegittimo per il solo fatto di utilizzare dati statistici o presuntivi, purché questi siano accompagnati da elementi concreti, specifici e coerenti con l'attività del contribuente.
- La motivazione dell'avviso di accertamento è sufficiente quando consente al contribuente di comprendere chiaramente gli elementi posti a fondamento della rettifica e di esercitare il proprio diritto di difesa.
- Nel contraddittorio, contestazioni generiche, astratte o poco plausibili non sono normalmente sufficienti a superare gli elementi oggettivi raccolti dall'Amministrazione finanziaria.
- In situazioni analoghe, il contribuente dovrebbe fornire spiegazioni documentate e specifiche, riferite alla propria concreta attività, ai costi sostenuti, ai ricavi realizzati e alle eventuali circostanze anomale che giustificano l'incongruità del reddito dichiarato.
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