Sentenza del 13/09/2018 n. 22326 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L’Agenzia delle Entrate aveva recuperato un credito d’imposta di Euro 58.919,00, fruito dalla società ai sensi dell’art. 8 della legge n. 388 del 2000 per l’acquisto di beni d’investimento in aree svantaggiate. Il recupero dipendeva dalla presunta cessione del bene prima del decorso del termine quinquennale, circostanza che comportava la perdita dell’agevolazione. La Commissione Tributaria Regionale aveva annullato l’atto ritenendolo privo di motivazione, poiché non indicava adeguatamente gli estremi della cessione. L’Agenzia ha impugnato la decisione sostenendo, da un lato, che l’avviso fosse sufficientemente motivato e, dall’altro, che il giudice regionale avesse erroneamente posto sull’Amministrazione l’intero onere della prova, senza considerare la data della cessione indicata nell’avviso e la visura storica dell’immobile prodotta in giudizio.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il primo motivo, ritenendo che la censura dell’Agenzia riguardasse in realtà una valutazione di fatto compiuta dal giudice regionale e fosse quindi inammissibile come violazione di legge. Ha invece accolto il secondo motivo, rilevando che la Commissione regionale non aveva esaminato adeguatamente la visura storica dell’immobile, dalla quale potevano risultare gli estremi della cessione indicata dall’Amministrazione. La sentenza regionale è stata cassata con rinvio alla Commissione Tributaria Regionale della Puglia, in diversa composizione, affinché verifichi il contenuto della visura e stabilisca se l’Agenzia abbia assolto il proprio onere probatorio e se, eventualmente, spettasse alla contribuente fornire la prova contraria. La decisione sulle spese è stata rimessa al giudice del rinvio.
Norme richiamate
Legge n. 388 del 2000, art. 8
Credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive situate in aree svantaggiate; perdita dell’agevolazione in caso di cessione del bene prima del decorso del termine quinquennale.
La cessione infraquinquennale del bene agevolato costituisce causa di decadenza dal credito d’imposta e legittima il recupero dell’agevolazione, purché l’Amministrazione dimostri adeguatamente il presupposto.
Legge n. 212 del 2000, Statuto dei diritti del contribuente
Obbligo di motivazione degli atti dell’Amministrazione finanziaria.
L’atto impositivo deve consentire al contribuente di comprendere i presupposti di fatto e di diritto della pretesa. Tuttavia, il rinvio a un processo verbale di constatazione precedentemente notificato al contribuente ancora in bonis può essere sufficiente anche nei confronti della curatela fallimentare, quando si presume che il documento sia entrato nella disponibilità del curatore.
Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, nn. 3 e 5
Ricorso per cassazione per violazione o falsa applicazione di norme di diritto e per omesso, insufficiente o contraddittorio esame della motivazione.
Non è possibile qualificare come violazione di legge una censura che contesta in realtà l’accertamento dei fatti. È invece censurabile la motivazione insufficiente o contraddittoria quando il giudice ometta di esaminare elementi probatori decisivi.
Codice di procedura civile, art. 360-bis, n. 1
Inammissibilità del ricorso quando la decisione impugnata è conforme alla giurisprudenza della Corte e il ricorso non offre elementi per confermare o mutare tale orientamento.
La causa di inammissibilità opera rispetto a questioni di diritto; non impedisce l’esame di censure riguardanti vizi della motivazione o dell’accertamento probatorio.
Codice di procedura civile, art. 366, n. 5
Indicazione della procura, se conferita con atto separato.
Nel ricorso per cassazione l’indicazione richiesta riguarda la procura processuale attributiva dello ius postulandi e non necessariamente l’atto interno con cui l’Agenzia conferisce l’incarico professionale all’Avvocatura dello Stato.
Massime di principio
- Quando l’Amministrazione recupera un’agevolazione fiscale per una decadenza collegata alla cessione di un bene, deve indicare e dimostrare in modo verificabile la data e gli elementi identificativi dell’operazione.
- La produzione di documenti ufficiali, come una visura storica, può soddisfare l’onere probatorio dell’Amministrazione se il giudice ne verifica concretamente il contenuto e accerta che riportino gli estremi dell’operazione contestata.
- Una volta che l’Amministrazione abbia fornito elementi documentali sufficienti sulla cessione, spetta al contribuente dimostrare eventualmente fatti contrari, come l’inesistenza della cessione, la sua diversa data o l’inapplicabilità della causa di decadenza.
- Il giudice non può limitarsi ad affermare genericamente che mancano prove o indicazioni: deve esaminare gli elementi probatori prodotti e spiegare perché siano o non siano idonei a dimostrare il fatto.
- Nel fallimento, gli atti tributari notificati alla società prima della dichiarazione di insolvenza possono essere opponibili alla curatela; il curatore è normalmente presunto a conoscenza della documentazione dell’impresa acquisita nella procedura.
- In cassazione, la contestazione della ricostruzione fattuale non può essere presentata come semplice violazione di legge; occorre individuare un reale vizio motivazionale o una violazione delle regole sull’onere della prova.
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