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Ordinanza

Ordinanza n. 14885/2026 - Roma, Sezione 3B

per l’esecuzione del giudicato costituito dalla sentenza n. 150/2023 emessa dalla corte di appello di Roma, sezione lavoro, consigliere relatore dott.ssa Trementozzi, resa all’esito del giudizio di cui al r.g. n. 3123/2020, pubblicata in data 24/01/2023, notificata in data 12/06/2023, passata in giudicato. nonché con richiesta di fissazione della somma di denaro dovuta dall’Amministrazione resistente per ogni accertata violazione o inosservanza successiva, ovvero per ogni ritardo nell'esecuzione del giudicato, con statuizione costituente titolo esecutivo a favore di parte ricorrente, a norma di quanto previsto alla lett. e) del comma 4 dell’art. 114 c.p.a.

Giustizia amministrativa202504327

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III bisOrdinanza istruttoriaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata o incompleta esecuzione del giudicato costituito dalla sentenza della Corte d’appello di Roma, sezione lavoro, n. 150/2023

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l’esecuzione della sentenza n. 150/2023 della Corte d’appello di Roma, sezione lavoro, passata in giudicato, chiedendo anche la fissazione di una somma di denaro dovuta dall’Amministrazione per ogni successiva violazione, inosservanza o ritardo nell’esecuzione, ai sensi dell’art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a. Nel corso del giudizio il ricorrente ha inoltre chiesto la revoca del Commissario ad acta nominato per dare esecuzione al giudicato. Il Commissario ha documentato il proprio insediamento in data 30 luglio 2026, successivo alla richiesta del ricorrente del 18 maggio 2026, nonché lo svolgimento di attività propedeutiche all’esecuzione del titolo.

La decisione

Il TAR ha respinto l’istanza di revoca del Commissario ad acta, ritenendo che il recente insediamento dell’organo commissariale e le attività già svolte rendessero maggiormente conforme all’efficacia dell’azione amministrativa la conferma dell’incarico. Il Collegio non ha ancora definito il giudizio di ottemperanza né si è pronunciato definitivamente sulla richiesta di penalità di mora. Ha disposto un incombente istruttorio, ordinando al Commissario di depositare una relazione aggiornata sulle attività compiute per monitorare i progressi nell’esecuzione del giudicato, entro 60 giorni dalla comunicazione dell’ordinanza. L’esame della relazione è stato rinviato alla camera di consiglio del 9 dicembre 2026.

Norme richiamate

  • art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a.

    fissazione della somma di denaro dovuta dall’Amministrazione resistente per ogni accertata violazione o inosservanza successiva, ovvero per ogni ritardo nell'esecuzione del giudicato

    La disposizione è richiamata quale base per la richiesta di fissazione di una somma di denaro con funzione coercitiva, costituente titolo esecutivo a favore della parte ricorrente, in caso di successive violazioni, inosservanze o ritardi nell’esecuzione del giudicato.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, la revoca del Commissario ad acta può essere respinta quando il commissario si sia già insediato e abbia avviato attività propedeutiche all’esecuzione, poiché la prosecuzione dell’incarico può risultare maggiormente funzionale all’efficacia dell’azione amministrativa.
  • Quando sia necessario verificare l’avanzamento delle attività commissariali dirette all’esecuzione del giudicato, il giudice dell’ottemperanza può disporre il deposito di una relazione aggiornata entro un termine assegnato e rinviare l’esame della causa a una successiva camera di consiglio.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

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