Cassazione Penale, Ordinanza n. 18800/2026 del 25/05/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (giudice)
La controversia
Il procedimento origina da un reclamo ex art. 35-ter ord. pen. proposto da un soggetto già detenuto, volto a ottenere il ristoro per il pregiudizio asseritamente subito per la detenzione in condizioni contrarie all'art. 3 CEDU. Il Tribunale di sorveglianza di L'Aquila aveva trasmesso gli atti al Magistrato di sorveglianza di Pescara, ritenendolo competente. Quest'ultimo ha però sollevato conflitto negativo di competenza, ritenendo di non essere competente perché, al momento della domanda, il richiedente era già stato scarcerato e aveva dichiarato domicilio in un diverso luogo, con conseguente competenza del giudice civile del luogo di residenza/domicilio. La Corte è stata investita per dirimere il conflitto tra giudici, ma ha rilevato che la situazione prospettata non integra un vero conflitto negativo, poiché il secondo giudice non ha affermato la propria incompetenza in favore del primo, bensì ha individuato come competente un terzo giudice non ancora pronunciatosi.
La decisione
La Corte ha dichiarato insussistente il conflitto di competenza, ritenendo mancante la situazione di stasi processuale necessaria per l'attivazione del conflitto tra giudici. Ha quindi disposto la restituzione degli atti al Magistrato di sorveglianza di Pescara per l'ulteriore corso, con possibilità per quest'ultimo di trasmetterli al giudice terzo ritenuto competente secondo le forme del codice di rito. La declaratoria di insussistenza è stata resa senza formalità di procedura ai sensi dell'art. 610, comma 5-bis, c.p.p.
Norme richiamate
art. 35-ter l. 26 luglio 1975, n. 354
è il rimedio reclamatizio volto al ristoro per il pregiudizio derivante da detenzione in condizioni non conformi all'art. 3 CEDU; la competenza è ricondotta, in base allo stato di restrizione o alla successiva liberazione, al giudice di sorveglianza o al giudice civile secondo i criteri richiamati nel testo.
art. 3 CEDU
viene richiamato come parametro della violazione che fonda il rimedio risarcitorio/compensativo per la detenzione in condizioni inumane o degradanti.
artt. 28, comma 1, lett. b), e 30 cod. proc. pen.
sono le norme processuali richiamate per la rimessione della questione alla Corte di cassazione in tema di conflitto di competenza.
art. 610, comma 5-bis, cod. proc. pen.
consente la declaratoria di insussistenza del conflitto senza formalità di procedura.
Massime di principio
- Il conflitto di competenza presuppone una vera situazione di stasi processuale determinata dal contemporaneo rifiuto di competenza da parte di due giudici in contrasto diretto tra loro.
- Non sussiste conflitto negativo di competenza quando il giudice ad quem, ricevuti gli atti da un giudice dichiaratosi incompetente, individui competente un terzo giudice che non si è ancora pronunciato sulla competenza.
- La Corte può dichiarare l'insussistenza del conflitto senza formalità quando manca il presupposto della contrapposizione attuale tra due soli giudici sulla medesima competenza.
- Nei procedimenti ex art. 35-ter ord. pen. la questione del giudice competente dipende anche dalla posizione soggettiva del richiedente al momento della domanda, secondo i criteri richiamati dalla giurisprudenza sul perdurante stato di restrizione e sulla successiva competenza del giudice civile.
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