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Sentenza

Sentenza n. 4988/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202601347

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: Sentenza del TAR Lazio, Sez. III, che aveva accertato il silenzio del Ministero sull’istanza di riconoscimento di un titolo di studio conseguito in Romania, nominando un commissario ad acta e condannando l’amministrazione alle spese

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il Ministero ha impugnato la sentenza sostenendo che, prima della decisione del TAR, aveva già adottato il decreto di riconoscimento del titolo, regolarmente ricevuto dalla ricorrente tramite il portale dedicato all’indirizzo indicato nella domanda. Ha dedotto l’errata ricostruzione dei fatti, l’ingiustificata condanna per omessa attività amministrativa e la violazione dei principi di correttezza e lealtà processuale, richiamando l’art. 88 c.p.c. in combinato disposto con l’art. 39 c.p.a., poiché né la ricorrente né l’amministrazione avevano comunicato al TAR l’intervenuta definizione dell’istanza.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello, rilevando che l’amministrazione aveva provveduto sull’istanza prima della decisione di primo grado e che il provvedimento era noto alla ricorrente, la quale lo aveva ricevuto tramite il portale dedicato. È stata quindi dichiarata la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione del ricorso originario avverso il silenzio, con conseguente improcedibilità del ricorso di primo grado e riforma della sentenza impugnata. È stata eliminata la condanna alle spese pronunciata dal TAR; le spese di entrambi i gradi sono state compensate, considerando che l’amministrazione aveva adempiuto dopo la proposizione del ricorso e la natura della decisione.

Norme richiamate

  • Direttiva 2005/36/CE

    L’istanza di riconoscimento del titolo conseguito in Romania era stata presentata tramite la piattaforma dedicata prevista per la procedura di riconoscimento delle qualifiche professionali.

  • art. 88 c.p.c.

    È richiamato, insieme all’art. 39 c.p.a., quale fondamento dei principi di correttezza e lealtà processuale ritenuti rilevanti nella mancata comunicazione al giudice dell’intervenuta adozione del provvedimento amministrativo.

  • art. 39 c.p.a.

    È richiamato in combinato disposto con l’art. 88 c.p.c. per i principi di correttezza e lealtà processuale applicabili al processo amministrativo.

Massime di principio

  • Quando l’amministrazione provvede sull’istanza prima della decisione di primo grado, il ricorso avverso il silenzio diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, anche se il provvedimento è stato adottato dopo la proposizione del ricorso.
  • La conoscenza del provvedimento sopravvenuto da parte del ricorrente, unitamente alla sua mancata comunicazione al giudice, può determinare la riforma della decisione che abbia erroneamente accertato la perdurante inerzia dell’amministrazione.
  • L’intervenuto adempimento dell’amministrazione dopo la proposizione del ricorso giustifica, in considerazione della vicenda concreta, la compensazione delle spese di lite, anziché la condanna dell’amministrazione fondata sulla perdurante inerzia.

Come è indicizzato

MaterieTermini del procedimento e silenzioEstinzione, perenzione e improcedibilitàRiconoscimento dei titoli di studio
RamiProcesso amministrativoProcedimento amministrativoIstruzione e università
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesseBuona fede e correttezza della PA

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